Per la prima volta in Italia è stato mostrato il Prosek croato, il vino dolce che minaccia il Prosecco “Made in Italy”. La bottiglia incriminata è stata messa in mostra da Coldiretti al Vinitaly Special Edition, in corso alla Fiera di Verona, assieme ad altri vini imitati o contraffatti che suonano italiani, ma non lo sono e il cui commercio vale un miliardo di euro.
Resta poco più di un mese infatti per bloccare la domanda di riconoscimento del Prosek croato e tutelare il Prosecco nostrano. Quello croato è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, per il quale Zagabria chiede di registrare una “menzione tradizionale”.
“La richiesta per il Prosek è un precedente pericoloso che – afferma la Coldiretti – rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio, dove occorre tutelare le denominazioni dai falsi”.
Dal “Bordolino” argentino con tanto di bandiera tricolore, al “Kressecco” tedesco, il “Barbera bianco” prodotto in Romania e il Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense, chi più ne ha più ne metta. Il Prosecco è fra i prodotti più bersagliati, in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova, mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione Prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur.
“Il prosek è una immonda vergogna, è scandaloso che l’Europa dia ascolto a questo dossier sul Prosek. Il prosecco vive di una riserva del nome dal 2009, e solo le zone a denominazione sono autorizzate ad usarlo, ed è ancora più scandaloso perchè nel 2029 l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità le Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, quindi una ulteriore riserva per quel nome – dice il presidente del Veneto, Luca Zaia, parlando della ‘guerra’ delle bollicine in Europa, a margine dell’inaugurazione del Vinitaly Special edition -. Questo dossier dev’essere cestinato dall’Europa, dato chje si presta ancora una volta all’italian sounding nel mondo”.
Sul Vinitaly il presidente dice che “è un bel segnale. Abbiamo perso due edizioni del salone, ora ci diamo appuntamento in aprile per la 54^ Edizione. Vinitaly e Verona , assieme al Veneto, si riconferma la capitale del vino, La nostra è la prima regione d’italia per produzione di vino con 11 milioni di ettolitri; quest’anno abbiamo avuto un calo della produzione, da 14,5 milioni di quintali siamo passati a 12,5 mln, però qualità in crescita”.













