Home Articoli Green pass, domani il D-Day tra difficoltà applicative e problemi di ordine pubblico: dura la replica del Pd contro il sindaco

Green pass, domani il D-Day tra difficoltà applicative e problemi di ordine pubblico: dura la replica del Pd contro il sindaco

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“Fra la norma teorica e la sua applicazione c’è in mezzo un mare di mille complicazioni pratiche. Lo abbiamo visto con i decreti Covid e si ripete adesso con l’obbligo del green pass e il D-day del 15 ottobre, a cui stiamo lavorando da giorni ma che ancora presenta questioni da risolvere. A cominciare dalla ovvietà che, per la privacy, non si può chiedere in anticipo ai lavoratori chi ce l’ha e chi no. Questione che complica non poco l’organizzazione dei servizi pubblici, pensiamo ad esempio alle pattuglie della Polizia locale oppure alle squadre di netturbini. Il Comune ha 2.000 dipendenti, fra cui i 300 agenti della Municipale, e Amia ne ha 600”, dice il sindaco Sboarina sull’estensione del Green Pass.

“L’obbligo ha messo in moto la solita imponente macchina organizzativa da parte degli enti, anche se mappare ogni casistica è praticamente impossibile – spiega il sindaco -. Al momento, l’effetto più eclatante è stato quello dell’ordine pubblico con il ministro che ha riferito in Parlamento e lo scoppio nel paese della solita bagarre sulla violenza a Roma e le solite dimenticanze su quella a Milano e Torino. La violenza va condannata a prescindere, sia che venga da destra sia da sinistra. Stranamente, gli scontri di piazza dei centri sociali accaduti in contemporanea a Milano e Torino sono passati nell’indifferenza generale anche se ci sono state più denunce. Gli estremismi scomodi ci sono da entrambe le parti e meritano la medesima condanna e indignazione. Se si vuole veramente la pacificazione nazionale su questi temi, bisogna smetterla di strumentalizzare e di alzare lo scontro politico. Ho condannato l’irruzione violenta alla Cgil di Roma e dato la solidarietà ai vertici sindacali locali. Ma con il passare dei giorni non ho sentito altrettanto da parte degli esponenti del centrosinistra per gli scontri creati dagli estremisti di sinistra nello stesso giorno”.

Poco dopo la nota del sindaco è arrivata la risposta degli esponenti del Pd cittadino Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani: “La foga di propaganda del Sindaco Sboarina, che anche oggi si scaglia contro il Ministro Lamorgese su Green Pass e i “movimenti di sinistra”, è tanta e tale da fargli dimenticare i suoi doveri di primo cittadino, tra i quali dovrebbe rientrare, ad esempio, un invito-appello ad acquisire il Green Pass a tutti i lavoratori comunali dei servizi essenziali a partire dalla raccolta dei rifiuti al fine di assicurare il corretto svolgimento del servizio con l’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass”.

“Non è questione di colore politico: Federiga in Friuli si è speso con convinzione a favore del Green Pass malgrado le posizioni no-mask, no-vax e no-pass del suo segretario Salvini. È invece questione di responsabilità istituzionale, e Sboarina ne dimostra gran poca anche in questo delicato frangente – dicono dal Pd -. Ci aspetteremmo un Sindaco preoccupato che da domani una parte dei rifiuti potrebbe restare a terra perché il 15% dei dipendenti Amia non ha o non vuole fare il Green Pass. Che potrebbero verificarsi disagi nel trasporto pubblico locale e in altri servizi direttamente erogati dal Comune. Tutto questo non è problema del Governo ma dei cittadini veronesi”.

“La maggioranza di centrodestra di Sboarina  è una delle poche in Italia che continua a fare quadrato attorno ad alcuni consiglieri dalle posizioni no-vax e no-pass. A causa di due consiglieri, uno dei quali dichiaratamente no-vax, le sedute del Consiglio comunale si svolgono ancora in collegamento telematico al 50% malgrado le Faq del Ministro della Pubblica Amministrazione abbiano chiarito che dal 15 ottobre ‘i titolari di cariche elettive, di cariche istituzionali di vertice e i componenti di organi (sindaci, consiglieri comunali, assessori) dovranno avere il green pass per accedere ai luoghi in cui esercitano le proprie funzioni’. Zelger che cosa intende fare?”, si interrogano gli esponenti del Pd.

“Stendiamo un velo pietoso sull’incapacità del Sindaco di distinguere tra un partito politico che persegue una linea antidemocratica e forse anche eversiva di repressione delle libertà civili, e dei movimenti di ribellismo sociale violenti. La violenza va sempre condannata, ma nel caso di Forza Nuova parliamo di un attacco alle istituzioni democratiche. Meglio che Sboarina si occupi di ciò che gli compete, se ci riesce”, chiude la nota.



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