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Confagricoltura Verona: cambiamenti climatici, gli esperti studiano come difendersi

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Ieri si è tenuto il convegno “Cambiamenti climatici e frutticoltura: subirne le conseguenze o gestirle?”, promosso da Confagricoltura Verona, un modo per interrogarsi su un’emergenza che ormai non è più rinviabile.

L’estate 2021 è stata tra le più calde di sempre, con le temperature quasi di un grado al di sopra della media 1991-2020. A dirlo è Copernicus, osservatorio dell’Ue che fornisce dati aggiornati sui cambiamenti climatici, che consentono a istituzioni e imprese di mettere a punto strategie adeguate per mitigarne gli effetti. Anche l’agricoltura dovrà adattarsi a un contesto globale in cambiamento e non c’è più tempo da perdere.

Il convegno è stato aperto da Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona, e Davide Leonardi, vicedirettore regionale di Crédit Agricole. Quindi la parola è passata agli esperti, in primis a Raffaele Giaffreda, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler, ente di ricerca al top in Italia con oltre 400 ricercatori e 11 centri dedicati alle tecnologie e all’innovazione, che si occupa tra l’altro di soluzioni tech per consumare meno acqua in agricoltura a fronte di fenomeni siccitosi e conseguente carenza idrica.

Sono seguiti gli interventi di Stefano Ballerini, manager di Netafim, azienda leader nell’irrigazione di precisione; Lucio Fedrigo, direttore di Gestifondo Impresa, gestore di fondi mutualistici agevolati che affianca gli agricoltori nella gestione dei rischi; e Stefano Vaccari, direttore del Crea, Consiglio per la ricerca e l’economia in agricoltura, principale ente italiano di ricerca sull’agroalimentare. A moderare è stato Antonio Boschetti, direttore dell’Informatore Agrario. Le conclusioni sono state affidate a Marco Andreoli, presidente della Terza commissione della Regione Veneto (politiche economiche, energia, agricoltura, caccia, pesca e foreste) e al senatore Francesco Battistoni, sottosegretario del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

“I cambiamenti climatici, con frutta e orticole falcidiate da eventi sempre più violenti e imprevedibili, stanno mettendo a dura prova l’agricoltura veronese, che anche quest’anno ha pagato un prezzo altissimo con intere colture decimate da grandine e tempeste, oltre che da gelate tardive e lunghi periodi di siccità – ha sottolineato Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona -. Gli studi più recenti ci indicano che il clima sta cambiando radicalmente e che l’agricoltura è l’attività che sta pagando il prezzo più alto con 14 miliardi di euro di danni in Italia nell’ultimo decennio. Non possiamo stare a guardare, ma dobbiamo puntare su strumenti innovativi come app, big data, sensori, immagini satellitari e droni, che potranno rendere le coltivazioni italiane più adatte al clima che cambia. L’agricoltura del futuro dovrà passare anche attraverso una gestione più oculata delle risorse idriche e il risparmio energetico, formando una nuova generazione di imprenditori che sia in grado di gestire e maneggiare i nuovi strumenti di precisione”. 



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