Questa mattina sono partiti i lavori di fronte alla Fiera per la posa dei pali dei cavi di trazione della linea aerea elettrificata del Filobus. La durata dei lavori sarà presumibilmente di 2 giorni, dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Per il momento si segnalano code in direzione Centro provenendo dall’uscita di Verona Sud.
E proprio mentre ripartono i cantieri, ritorna prepotentemente la questione delle varianti della filovia. “Sboarina ci ha messo più di quattro anni per il via libera alle varianti dell’Amministrazione Tosi. Nel frattempo ha messo a soqquadro la città con i cantieri, tagliato alberi a rotta di collo e sperperato in Amt milioni del Comune in consulenze e litigato con le ditte appaltanti”, a dirlo è l’ex sindaco Flavio Tosi.
“Dopo aver gettato al vento quattro anni, ratifica ciò che già c’era dal 2017, ma nel frattempo il costo del Filobus è aumentato di oltre venti milioni, che pagheranno i veronesi – dice ancora Tosi -. Per anni Sboarina ha sostenuto la galleria pedonale in via San Paolo e di far passare il filobus in doppia corsia nella strettissima via Pisano; mentre noi a fianco dei residenti e dei commercianti di Veronetta e borgo Venezia gli consigliavamo di andare avanti con il semaforo intelligente in via San Paolo e di sdoppiare il percorso tra via Spolverini e via Pisano per non intasare quest’ultima. Ora però Sboarina, che con colpevole ritardo finalmente procede sulla nostra strada e prova a far passare per vera la sua versione taroccata e cerca di prendersi meriti attaccando come sempre il sottoscritto”.
Sull’argomento interviene anche il leader di Prima Verona, Michele Croce: “Dopo 4 anni e mezzo, e milioni e milioni sperperati, ridiamo per non piangere! Soldi, tempo e quartieri deturpati con cantieri abbandonati ancora a cielo aperto (Via Citta di Nimes, ad esempio); il tutto a carico dei cittadini veronesi per il moderno (almeno così loro lo chiamano) mezzo di trasporto con le “tirache”. A questo bisogna aggiungere la promessa fatta un anno fa della totale elettrificazione dei bus, che non è stata mantenuta, quindi ancora una volta saranno i quartieri a sorbirsi i pali lungo le vie perdendo parcheggi e l’ossigeno degli alberi. Un altro segno della lentezza e del vero e proprio disinteresse del sindaco Sboarina per i quartieri al di fuori dal centro, zone per lui evidentemente di serie B”.
“Dopo averne parlato per più di un anno l’amministrazione Sboarina annuncia trionfalmente di aver risolto i problemi del Filobus, ma è una bufala. Le varianti urbanistiche sono quelle attese da anni e dopo l’approvazione della conferenza dei servizi dovranno anche effettuare il doppio passaggio in consiglio comunale – spiega Michele Bertucco di Sinistra in Comune -. Sfuma, ancora una volta, esattamente come con la Variante 29, la possibilità di qualsiasi confronto con la cittadinanza. Il “pacchetto” delle varianti è una sorta di scatola chiusa che tra l’altro si configura come mera proposta progettuale dovendo ancora passare al vaglio e dall’approvazione del Ministero”.
“Anche perché l’amministrazione non ha messo nulla di nuovo – dice ancora Bertucco -: viene confermato lo sdoppiamento del percorso tra via Pisano e viale Spolverini per evitare imbuti e lasciare qualche posto auto a beneficio dei negozi; viene definitivamente bocciata la galleria pedonale in via San Paolo, quindi si procederà a regolare il passaggio dei mezzi attraverso un sistema di semaforizzazione; viene confermata in Via Città di Nimes l’unificazione dei sottopassi rivedendone però la tempistica che dovrà svolgersi a cavallo di due edizioni del Vinitaly; confermato il passaggio all’interno dell’area dell’ex Manifattura Tabacchi con grande vantaggio dei privati e con tanti saluti alla comodità dei residenti del quartiere Fiera che non avranno fermate in via Scopoli e in viale della Fiera. Confermata la riduzione per complessivi 6 chilometri del sistema di alimentazione aereo bifilare nei tratti più vicini al centro storico, ad esempio in via Zeviani, via Mameli, zona Manifattura Tabacchi, via Città di Nimes, e nell’area del ribaltamento previsto del casello autostradale di Verona Sud. Tutte modifiche note e attese da circa 5 anni, che l’amministrazione Sboarina porta a casa, provvisoriamente, il 30 settembre 2021 nell’ultimo scampolo di mandato con l’unico obiettivo di arrivare alla campagna elettorale del 2022 senza ulteriori cantieri del filobus attivi”.
“Il sindaco Sboarina decide tutto da solo, sopra la testa dei cittadini residenti e spesso contro i loro interessi, così le varianti del filobus vengono portate avanti dall’amministrazione comunale senza alcun confronto con i territori e il consiglio comunale, seminando tutta una serie di criticità irrisolte capaci di compromettere l’efficacia del mezzo e la vivibilità dei quartieri. Basti dire che le ultime assemblee pubbliche con Amt (Sindaco mai pervenuto) risalgono al 2018 su iniziativa dei singoli presidenti di Circoscrizione”, dicono per il Pd i consiglieri Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani.
“Il filobus, già strutturalmente debole in quanto inadatto a provvedere alla domanda di mobilità cittadina nelle ore di punta, sarà utile se aiuterà a riqualificare e migliorare i quartieri attraversati. Diversamente sarà percepito come l’ennesimo corpo estraneo – dicono dal Pd -. Che cos’ha il Sindaco da temere dal confronto con i cittadini? Se, come continua a dichiarare alla stampa, crede davvero di aver impresso una svolta in positivo all’opera, perché non si confronta con i cittadini e i territori?”
“La verità, sotto agli occhi di tutti, è che questo Sindaco ha rallentato la realizzazione dell’opera di almeno 4 anni. Ha aperto dei semplici cantieri stradali nel 2018-2019 riuscendo a chiuderli, parzialmente, soltanto due anni dopo. Nel giugno 2020 aveva promesso una soluzione “entro due mesi” che ad oggi, ottobre 2021, non è ancora arrivata. E non ha ancora spiegato ai cittadini come il filobus potrà cambiare in meglio il loro modo di abitare la città”, concludo gli esponenti del Pd cittadino.













