La polemica era passata un po’ in sordina, forse si era preferito concentrare l’attenzione sull’evento piuttosto che sulle chiacchiere di corridoio, ma ad affondare il colpo contro il mancato sostegno dell’Ente Parco della Lessinia al Film Festival ci pensa il Pd.
Si terrà infatti domani la premiazione del Film Festival della Lessinia, giunto alla XXVII edizione e quale occasione migliore per tornare sull’argomento? Nonostante il carattere spiccatamente internazionale con 66 film in concorso, prodotti in 34 diversi paesi del mondo, per la prima volta la manifestazione non ha ricevuto il sostegno economico né il patrocinio dell’importante Ente.
“La nuova dirigenza del Parco ha manifestato una ristrettezza di vedute senza precedenti – affermano i deputati Diego Zardini, Alessia Rotta e la consigliera regionale Anna Maria Bigon -. Le motivazioni sono essenzialmente politiche, una ritorsione nei confronti del direttore artistico, Alessandro Anderloni, per aver organizzato a gennaio 2020 una manifestazione pubblica contro il taglio dei confini del Parco richiamando migliaia di persone e sollevando il caso a livello nazionale. Oltre alla pochezza della rivalsa, abbiamo cinque amministratori nominati direttamente dal presidente della Regione Zaia, che si adoperano contro gli interessi del Parco che dovrebbero guidare e tutelare”.
Il riferimento è ai fatti del 26 gennaio 2020, quando un vero e proprio fiume di persone, al grido di “Non tagliate il Parco della Lessinia”, ha sfilato da Conca dei Pàrpari a San Giorgio per dire no alla proposta di legge che ridefinisce i confini dell’area protetta del Parco. Una camminata pacifica, che però ha attirato l’attenzione su di sé anche a livello nazionale e ha diviso l’opinione pubblica.
Il Festival, come si capisce dal nome, ha la propria base operativa nella sede del Parco e contribuisce a diversificare e arricchire culturalmente la stagione dell’Alto Veronese oltre ad essere da quasi tre decenni un evento di attrazione turistica. La questione per gli esponenti del Pd si riduce a questo: vale la pena per ripicca togliere un importante contributo ad un territorio che già sopravvive con fatica solo grazie alla determinazione dei sui abitanti?













