Sabato 28 agosto, a Bosco Chiesanuova (Verona) e in streaming, saranno decretati i vincitori della rassegna internazionale sul cinema di montagna. Tra i premi assegnati, quello della giuria di persone detenute nella Casa circondariale di Verona. In sala proiezioni sulla sostenibilità, nella Piazza del Festival incontro con lo scrittore Giuseppe Mendicino in un omaggio a Mario Rigoni Stern.
Cerimonia di premiazione, sabato 28 agosto a Bosco Chiesanuova (Verona), del Film Festival della Lessinia. Alle 18 saranno resi noti i nomi dei vincitori della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna. Ventisettesima edizione che ha portato sul grande schermo del Teatro Vittoria 66 film da 36 Paesi del mondo. Sono 10 i lungometraggi e 13 i cortometraggi in Concorso a contendersi rispettivamente la Lessinia d’Oro e la Lessinia d’Argento, massimi riconoscimenti della manifestazione che, dopo la pausa forzata del 2020, ha visto ritornare in Lessinia la giuria internazionale oltre ai giurati dei premi speciali.
Tra questi, il Premio della giuria MicroCosmo dei detenuti nel carcere di Verona. Da undici anni le terre alte del mondo entrano nella Casa circondariale di Montorio con il progetto “La montagna dentro”, realizzato dall’associazione MicroCosmo in collaborazione con il Film Festival. La visione delle opere cinematografiche e il dibattito sui contenuti restituiscono una boccata d’ossigeno al gruppo di giurati, le cui storie di vita s’intrecciano spesso ai temi trattati. Pur con le limitazioni causate dalla pandemia, il lavoro dei giurati non si è mai fermato: le proiezioni si sono svolte nella biblioteca del carcere nel rispetto del distanziamento fisico, con mascherine e dispositivi di igienizzazione.
La cerimonia di premiazione al Teatro Vittoria sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook del Festival.
CINEMA. Tutte le proiezioni di sabato sono inserite nella sezione FFDLgreen.
Si inizia alle 11, al Teatro Vittoria e in streaming su MyMovies, con l’anteprima italiana Les bergers du futur, film d’esordio del fotografo Lionel Roux. Essere pastori nel ventunesimo secolo significa aver scelto di appartenere a un mondo in costante movimento. Partendo dalla propria esperienza personale, l’autore invita a guardare agli aspetti meno noti della pastorizia, rovesciando i pregiudizi.
A seguire, Primascesa – La montagna creata dall’uomo, documentario d’esordio di Leonardo Panizza, appassionato di trekking in autonomia e ad impatto zero. Panizza (a Bosco per incontrare il pubblico del Festival) e Simon Sartori sono giovani scalatori alla ricerca di una cima inviolata: insieme affronteranno una complessa spedizione nello scenario insolito di una montagna artificiale, plasmata dai rifiuti dell’uomo.
Alle 16 è in programma la visione di Rejsen til utopia di Erlend Eirik Mo, film in cui il regista norvegese ha rivolto la macchina da presa verso se stesso e la sua famiglia. La famiglia Mo vive in Norvegia, sulle montagne: i genitori sono preoccupati per i cambiamenti climatici e per il destino del pianeta che i loro figli abiteranno. Decidono allora di trasferirsi in Danimarca, a “Permatopia”, una comunità autosufficiente dal punto di vista energetico che produce agricoltura biologica. Ma non tutto andrà come previsto.
Alle 21, al Teatro Vittoria, omaggio al regista coreano Kim Ki-duk con la visione del film Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera. Uno spartano tempio buddhista fluttua sulla superficie di un lago, circondato da natura incontaminata. Questa è la casa di due monaci, un anziano maestro e il suo giovane discepolo, che qui, isolati dal resto del mondo, praticano una vita ascetica, fino alla fuga del novizio. Passano le stagioni: l’allievo ora è un adulto, ricercato dalla giustizia. Il destino lo spinge a cercare rifugio e redenzione al tempio, dal suo vecchio maestro.
PAROLE ALTE. Alle 16.30 nella Piazza del Festival, con il ciclo di incontri Parole Alte organizzato in collaborazione con l’ateneo scaligero, il Film Festival dedica un ricordo speciale a Mario Rigoni Stern. Nel centenario dalla nascita del “sergente nella neve”, un libro appassionato e sincero celebra questa ricorrenza: Mario Rigoni Stern. Un ritratto (Laterza) di Giuseppe Mendicino. Narra dell’ufficiale che guida i suoi uomini attraverso le steppe russe, dell’eterno esploratore dell’Altipiano dei Sette Comuni, del narratore che ha saputo restituire dignità letteraria alla vita di umili e dimenticati dalla Storia. Alle parole si aggiungono foto e immagini scoperte negli archivi, mai prima d’ora pubblicate, e i segreti di un’amicizia che Mendicino svelerà.













