Nei giorni scorsi sono state presentate le varianti del progetto filobus, “una serie di provvedimenti tardivi, che dimostrano la mancanza di disponibilità da parte del sindaco e di Amt nel voler ascoltare i cittadini e tutti i comitati che da ormai quattro anni chiedono il miglioramento dell’opera”. A dirlo è il presidente di Prima Verona, Michele Croce.
Le varianti del progetto sono per la maggior parte già note: confermato lo sdoppiamento del percorso tra via Pisano e viale Spolverini in Borgo Venezia; bocciata la galleria pedonale in via San Paolo, quindi il passaggio dei mezzi verrà regolato attraverso un sistema di semaforizzazione intelligente; confermata in Via Città di Nimes l’unificazione dei sottopassi rivedendone però la tempistica, da due anni ad uno solo, “fantascienza – commenta Croce – considerando che in città ci sonon ancora cantieri fantasma abbandonati”; confermati infine anche il passaggio all’interno dell’area dell’ex Manifattura Tabacchi e la riduzione per 6 chilometri del sistema di alimentazione aereo bifilare nei tratti più vicini al centro storico e nell’area del ribaltamento previsto del casello autostradale di Verona Sud.
Cambierà anche in parte il veicolo da usare, con una modifica della lunghezza da 18 metri a 18,75 per 33 dei 39 mezzi oggetto del contratto, resta ancora l’ipotesi di usare in futuro un mezzo da 24,49 metri se questa lunghezza sarà autorizzata in futuro dal codice della strada.
“Una gran confusione per nulla – insiste Croce -. I cittadini si aspettavano risposte celeri e concrete e non di dover attendere quattro anni per soluzioni ovvie, che tra l’altro devono ancora essere approvate dal Ministero”. E adesso il Comune cerca di accelerare i tempi: le Circoscrizioni dovranno dare la loro valutazione entro il 15 settembre e tutti gli Enti interessati si riuniranno l’11 ottobre per dare il loro parere. “Un’altra occasione persa per l’Amministrazione che si preclude ogni possibilità di confronto con la cittadinanza – aggiunge Croce -, ignorando le migliaia di cittadini che hanno sempre sollevato perplessità su più punti di questo progetto e le decine di comitati, da quelli di San Paolo ai Quartieri Attivi, che hanno raccolto tantissime firme nella vana speranza che le loro opinioni fossero finalmente ascoltate”.
“L’amministrazione Sboarina si sveglia tardi e solo alla fine del suo mandato il sindaco tenta di togliersi dalle sabbie mobili con il solo obiettivo di cercare di non arrivare alla campagna elettorale del 2022 con l’imbarazzo di un’opera fantasma come il filobus sul groppone”, conclude Croce.













