Sicurezza urbana e assistenza per anziani, donne e bambini vittime di reato nel territorio di Verona: una tutela possibile con la Rete Dafne. Questo il tema della Prima Commissione che si è riunita ieri sotto il coordinamento del presidente Andrea Bacciga.
Presenti esperti e professionisti del settore: il presidente onorario della Rete Dafne Italia Marco Bouchard, la dottoressa Edi Maria Neri, componente del cda dell’associazione Rete Dafne Italia, la dottoressa Annalisa Rebonato presidente di A.S.A.V., Associazione Scaligera Assistenza Vittime di Reato, la presidente del Tribunale di Verona, dottoressa Antonella Magaraggia, e la giudice penale dottoressa Francesca Cavazza.
Rete Dafne è un servizio di assistenza indirizzato non solo alle donne, agli anziani e ai minori ma anche a tutte le persone che patiscono un reato ed esprimono bisogni di vicinanza, di sicurezza e di cura: “Nella realizzazione di questo servizio intendiamo garantire a tutte le vittime di reato un’assistenza effettiva tramite l’informazione sui diritti, il sostegno emotivo, forme di protezione e di orientamento – ha spiegato il residente Marco Bouchard –. Spesso si tende ad avere uno sguardo, nei confronti del reato, strettamente collegato al processo legale dimenticandosi che le vittime hanno tutta una serie di bisogni che non sono soddisfatti solo dall’istanza di giustizia”.
“Le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata – prosegue Bouchard – raccontano un’esperienza dal punto di vista dell’assistenza particolarmente carente. In Dafne il servizio offerto è gratuito e si avvale di équipe di professionisti, come avvocati e psicologi, educatori e volontari. L’assistenza viene messa in moto quando la vittima presenta denuncia, che le Forze dell’Ordine segnalano alla Rete”.
Il servizio consiste in una prima fase di ascolto; una volta inquadrati i bisogni vittima, intervengono gli operatori più specializzati. L’avvocato svolge opera di consulenza gratuita e non prende in carico dal punto di vista di assistenza legale. Affinché questo servizio venga fornito al meglio si deve instaurare un rapporto virtuoso tra pubblico e privato e tra le diverse istituzioni coinvolte. La Rete è necessaria perché ogni vittima ha bisogni differenti. Dafne opera dal 2008, con una prima sede a Torino per poi svilupparsi in molte parti d’Italia, compresa Verona. Bouchard conclude con sottolineare che “Dafne è un tipo di servizio che non costituisce un minimo attentato alle garanzie dell’imputato”.
Edi Maria Neri, responsabile del dipartimento veronese Legalità e Trasparenza della Lega e componente del consiglio direttivo della Rete Dafne ha ribadito l’importanza dell’attenzione alla vittima di qualsiasi reato e ha ringraziato il presidente della Prima Commissione Andrea Bacciga per questo proficuo confronto.
All’interno degli uffici del Comune di Verona c’è la sede di uno sportello di ascolto di A.S.A.V., l’Associazione Scaligera Assistenza Vittime di reato che prossimamente verrà inserita nella Rete Dafne: “La nostra attività – ha spiegato la presidente Annalisa Rebonato – consiste nel fornire gratuitamente accoglienza, una serie di informazioni e orientamento alle vittime di reato. Nel 2013 è stato costituito lo sportello attivo ogni martedì dalle 16 alle 19. Si tratta di un’attività svolta da volontari che si occupano di circa 25-30 persone, tra uomini e donne, all’anno”.
La presidente del Tribunale di Verona, la dottoressa Antonella Magaraggia e la giudice penale Francesca Cavazza hanno espresso soddisfazione nel poter partecipare all’iniziativa di Dafne ponendo una considerazione sulla necessità di aggiungere nel protocollo le Forze dell’Ordine.
Il presidente Andrea Bacciga ha congedato gli ospiti auspicando la possibilità che il progetto Dafne possa crescere sottolineando la vicinanza non solo legale a chi subisce un reato: “Le vittime non devono essere isolate ed è giusto che almeno possano essere accompagnate nel percorso di un ristoro non solo economico ma anche morale e umano”.













