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Aumento di capitale Veronafiere… “Una gatta che scotta”

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Il presidente di Cariverona, Alessandro Mazzucco, accetta di sottoscrivere l’aumento di capitale di Veronafiere solo a determinate condizioni che hanno il sapore di un vero e proprio diktat, cioè il cambio della governance. Non sono d’accordo gli altri soci nel modo e nel metodo. In primis il sidaco di Verona Federico Sboarina che considera le richieste di Alessandro Mazzucco inaccettabili. L’argomento è di grande attualità. Numerosi gli interventi. Ultimi ma solo in ordine di tempo quello di Flavio Tosi e del leader di Prima Verona Michele Croce.

L’ex sindaco Flavio Tosi, che ha voluto Mazzucco come successore di Paolo Biasi dichiara: “Serve una mediazione tra i soci per il bene della città, poiché preservare e sviluppare il valore dell’ente è la cosa più importante. Verona deve salvaguardare la sua fiera, questo è l’obiettivo principale”.

“Tuttavia – sottolinea Tosi – evidentemente sta mancando la regia del Sindaco, che come rappresentante del Comune, primo socio di Veronafiere, dovrebbe essere colui che cerca di mediare tra gli interessi degli altri soci. Invece anziché lenire i conflitti, il sindaco Sboarina con certe avventate dichiarazioni li ha acuiti”.

Interviene sull’argomento anche Michele Croce, ormai certo futuro candidato sindaco l’anno prossimo, che rimarca la necessità di mediare e di trovare un accordo al più presto per il bene della città: “Come socio di maggioranza di Veronafiere S.p.a. il sindaco, in rappresentanza del Comune di Verona, avrebbe avuto tutto il tempo, le opportunità, i metodi e le possibilità di trovare un equilibrato accordo con Fondazione Cariverona per il bene della città, evitando così di arrivare al giorno dell’assemblea e trovarsi davanti ad un diktat di Mazzucco che conosceva da mesi”, questo è il ‘Crocepensiero’.

Tosi invece ricorda che “E’ legittimo e normale che ogni socio metta sul tavolo i suoi ‘desiderata’, vale per Fondazione Cariverona come per gli altri. Ma la capacità di una leadership si vede in questi frangenti: se Sboarina fosse stato in grado di gestire il confronto per tempo, non si sarebbe arrivati al plateale scontro in assemblea con Fondazione Cariverona, la quale, piaccia o meno al Sindaco, è il secondo socio dell’ente e il polmone finanziario della città. Certamente litigarci non fa bene alla salvaguardia e alla crescita di un asset fondamentale come la Fiera e non aiuta la ripartenza e la rinascita di Verona”.

Croce conclude con amarezza sostenendo che “Il sindaco si oppone a Cariverona definendo le richieste inaccettabili quando nel concreto ‘i buoi sono scappati’. Trovare un accordo adesso per Sboarina sarà difficile, ma deve ringraziare solo le sue scarse capacità gestionali”.



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