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Flashmob Rete degli Studenti Medi: “Aprite gli occhi, questa non è scuola”

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Bendati davanti all’Ufficio Scolastico Regionale: il flashmob organizzato per denunciare gli episodi di ‘umiliazioni’ durante le interrogazioni e le verifiche in dad e ribadire come il caso del liceo Montanari di Verona sia uno dei tanti frutti dell’arretrato sistema scolastico italiano: APRITE GLI OCCHI, QUESTA NON E’ SCUOLA lo slogan lanciato dalle studentesse e dagli studenti della Rete.

”Oggi siamo davanti all’Ufficio Scolastico Regionale non solo per chiedere provvedimenti tempestivi sul caso della studentessa veronese fatta bendare durante un’interrogazione, ma soprattutto per porre l’attenzione sul problema che sta alla base di questo e dei numerosi fenomeni analoghi: un sistema scolastico e di valutazione inadatto ai fini che la nostra scuola dovrebbe avere. -dichiara Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Veneto- La Dad ha evidenziato i problemi delle nostre scuole, del nostro sistema scolastico arretrato e impersonale, ha acuito le differenze tra studenti e allontanato ancora di più le classi e i docenti. Viviamo in un Paese in cui l’ultima riforma scolastica complessiva risale sostanzialmente agli anni del fascismo, che ha reso la scuola un luogo competitivo e meritocratico, basato esclusivamente sul nozionismo passivo e sulla valutazione numerica.Episodi di questo tipo, che durante la didattica a distanza ci hanno lasciato un’immagine inquietante del Paese reale, devono essere la base per una riflessione ormai inevitabile, sul mondo della scuola, sul ruolo che deve avere, sulle nuove forme di didattica che bisogna provare a reinventare per uscire dalle logiche valutative che permeano il mondo della scuola per com’è adesso. Aprire un dibattito di questo tipo è fondamentale ora più che mai, ma per farlo è impossibile creare accesi contrasti tra docenti e discenti, che invece devono trovarsi ancora una volta dalla stessa parte per provare a costruire una scuola diversa, che poi vuol dire un Paese diverso.”

“Non è la prima volta che, durante le interrogazioni e verifiche sia in DAD che negli anni scorsi in presenza, si instaura un clima del tutto inadatto per la nostra crescita e formazione – dichiara Lorenzo Baronti, esecutivo della Rete degli Studenti medi di Verona e rappresentante del Liceo Montanari – La Didattica a distanza è già di per se un sistema fallace, che allontana lo studente dalla scuola e dal resto della comunità studentesca, non può diventare un pretesto per azioni intimidatorie nei confronti di chi sta sostenendo una prova di valutazione. Ogni giorno riceviamo messaggi da studenti e studentesse che denunciano cose simili, ne abbiamo stampati alcuni oggi proprio in testimonianza di chi vorrebbe dare voce al proprio malessere. Dopo un anno di DAD e di scuole che aprono e chiudono continuamente, invece di concentrarci tutti insieme su come recuperare questo danno formativo e psicologico enorme, si pensa a bendare le studentesse e alla bocciatura. Siamo delusi e non ci sentiamo parte di questa scuola.”



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