Dopo la dura sciabolata di Stefano Valdegamberi, anche il leader di Prima Verona, Michele Croce, interviene sulla gestione dell’aeroporto Catullo spiegando che negli ultimi anni non ci sono mai stati investimenti per il rilancio dell’aeroscalo da parte di Save.
“Anche tralasciando l’ultimo disgraziato anno segnato dal Covid – afferma Croce -, i numeri ci dicono che dal 2014, da quando cioè Save è entrata nel sistema aeroporti del Garda (Villafranca e Montichiari), gli scali di Bologna, Bergamo, Treviso e Venezia sono cresciuti in modo esponenziale. Verona no. Nessun investimento per il rilancio del Catullo e neppure per Montichiari”.
“Quanto alla struttura – prosegue il leader di Prima Verona -, l’aeroporto di Verona è considerato uno dei peggiori d’Europa. Questi dati, semplici ed inconfutabili, ci dicono che occorre cambiare e subito. Senza acrimonia, ma neppure senza nascondere il fatto oggettivo che il socio privato Save, in questi 7 anni, ha deciso di non investire sugli scali di Villafranca e Montichiari, portando via voli e attività in favore degli scali di Venezia e Treviso. Decisione legittima di un privato che ha deciso di puntare su altri asset, ma che non fa gli interessi del territorio di Verona e del Garda”.
“Quindi, si finisca la triste telenovela del non-decidere con il rinvio sistematico del patto di sindacato con Save, si sciolga il rapporto e si scelga con gara internazionale il migliore investitore per il sistema aeroportuale del Garda, in grado di soddisfare le esigenze del nostro territorio”, conclude Croce.













