Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia marcia unito per colpire diviso. Mentre gli altri parlano e trattano, lui ha già opzionato 27 milioni di dosi di vaccino contro il Covid, oltre alle forniture già concordate con lo Stato italiano e in accordo con l’Unione Europea. Una velocità e un decisionismo che ha stupito lo stesso commissario straordinario Domenico Arcuri, già in parte depotenziato nei suoi poteri dal nuovo Governo Draghi. A margine dei vaccini si radica nella nostra regione la campagna denominata “Tampon spritz”, iniziativa finanziata dalla Regione con 185 mila euro.
“Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”, deve aver pensato Luca Zaia. E così il 13 febbraio a Padova è partita la campagna di prevenzione Covid con test rapidi dedicati al ‘popolo dello spritz’, ovvero i ragazzi che si ritrovano nelle piazze del centro per il rito dell’aperitivo.
L’iniziativa della Regione Veneto, che mira alla prevenzione del contagio tra i ragazzi sotto i 25 anni, il prossimo fine settimana partirà anche a Verona. Due tendoni della Regione, i cosiddetti “ambulatori-mobili”, saranno posizionati nella “piazze dell’aperitivo” e fino al tardo pomeriggio consentiranno ai ragazzi di fare il tampone rapido di terza generazione, in modo gratuito e volontario.
Il consigliere regionale di Alberto Bozza accoglie positivamente l’iniziativa e dichiara: “Certamente è un’idea meritoria che può servire a sensibilizzare ed incentivare i nostri giovani a monitorarsi, essendo loro potenzialmente serbatoi asintomatici di trasmissione del virus data l’attività sociale. Tuttavia credo che l’esperimento potrebbe essere sviluppato in modo più strutturale e continuativo e non solamente relegato a dei fine settimana una tantum, magari coinvolgendo sia le strutture pubbliche che quelle private, incluse le farmacie, con nuove convenzioni studiate appositamente per i ragazzi sulla falsariga di quella istituita tra Regione e Farmacie per i tamponi a 26 euro a favore della cittadinanza”.













