C’è un gioiello di rara bellezza abbandonato nel cuore della città. Negli anni abbiamo apprezzato il restauro della Gran Guardia in piazza Bra, di Palazzo Maffei e dei palazzi Scaligeri in piazza Dante, ma è stato ignorato forse l’immobile storicamente più importante: il Palazzo degli Scaligeri, casa di Cangrande Della Scala, dove venne ospitato Dante Alighieri quando soggiornò nella nostra città.
L’immobile è di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Verona e ospita la sede della Prefettura, punto di riferimento del Governo centrale. L’attuale presidente della Provincia e sindaco di Cologna Veneta, Manuel Scalzotto, ha deciso la sua riqualificazione. Ha perfettamente ragione perché non c’è immobile a Verona che non rappresenti lo splendore degli Scaligeri nella nostra città. Spostando la prefettura in altra sede il presidente di Cariverona Alessandro Mazzucco si è reso disponibile a risolvere il problema con altra sede prestigiosa per il Prefetto, nel cuore della città potrebbe nascere il museo degli Scaligeri nella casa degli Scaligeri.
Come scrive giustamente nella sua lettera settimanale l’ex presidente di Agsm e leader del movimento Prima Verona Michele Croce, all’amico Manuel Scalzotto: “In qualità di rappresentante del territorio scaligero, tu che ti onori di portare come simbolo sulla bandiera lo stemma degli Scaligeri, fatti promotore dell’Idea, coinvolgi i tuoi colleghi delle Istituzioni e progetta e realizza il Museo degli Scaligeri nella Casa degli Scaligeri in Piazza dei Signori, trovando nuovi e più moderni spazi per gli uffici della Prefettura”.
Da parte del Prefetto Donato Cafagna, persona di eccezionale equilibrio, buonsenso e sensibilità, non ci sarebbero grossi problemi. Se le forze politiche lo volessero come lo vuole fortemente Scalzotto si darebbe il giusto valore a questo gioiello veronese.
La signoria che vi aveva sede, è obbligo ricordare, era la principale del 300 italiano. La città di Verona, attraverso Cangrande Della Scala e Cansignorio, estendevano il loro potere su tutto il lombardo-veneto fino al mar Tirreno passando per l’Emilia e, con Cangrande primo della Scala, la nostra città divenne capitale culturale del mondo allora conosciuto. Non a caso da quelle sale passarono contemporanei come Villani, Boccaccio, Petrarca e ovviamente Dante Alighieri. Fu qui che il sommo poeta prese spunto per la cantica più importante, il “paradiso” della Divina Commedia. Senza dimenticare che fu il grande mecenate scaligero ad affidare a Giotto l’incarico di affrescare la Cappella del Santo a Padova.
Tanto per far capire l’importanza di quel Palazzo di migliaia di metri quadrati, il poeta Fazio Degli Uberti, grazie a quelle stanze oggi in parte abbandonate, in parte occupate dalla Provincia e parte dalla Prefettura, definì Verona “regina delle regine delle città”.
Ora c’è solo da sperare che la pandemia regredisca velocemente grazie alla somministrazione dei vaccini e che si possa tornare a pensare alle bellezze e al futuro della nostra amata Verona.

Dante 
Cangrande 
Cansignorio

Scalzotto 
Croce

Cafagna 
Mazzucco






















