“È ufficiale perché è stato dichiarato dall’assessore al Bilancio qualche giorno fa in commissione: a causa della continua insistenza del consigliere Flavio Tosi – a cui va dato il merito di aver sollevato la questione – il Comune ha ammesso di avere in cassa qualcosa come 29 milioni quale avanzo di gestione del 2020″.
A dirlo il leader di Prima Verona Michele Croce che prosegue: “Se è vero che circa la metà dovrebbero coprire le perdite di Fiera e AMT – tacendo (solo) per ora le gravissime responsabilità di chi ha causato cantieri filobus infiniti e abbandonati – è altrettanto vero che l’altra meta’ sono liberi, da utilizzare, da stanziare”.
“Ebbene – ricorda Croce, siamo a febbraio e nulla è stato fatto o pensato per sopperire alle perdite incalcolabili delle partite iva veronesi causate dalla pandemia. Tantissimi altri Comuni, sia in provincia che in tutta Italia, sono intervenuti ed hanno stanziato contributi e agevolazioni. A Verona nulla, con 29 milioni di soldi dei veronesi in cassa. E’ grave, anzi gravissimo”.
“Se poi aggiungiamo che il Sindaco di Verona, semplicemente assente per 4 anni, lo vediamo ogni giorno inaugurare le chiusure dei cantieri filobus, cioè i fallimenti della propria amministrazione, ecco allora che il menefreghismo rispetto al dolore ed alla sofferenza di commercianti, esercenti, autonomi, artigiani e professionisti rischia di creare rabbia. Tanta rabbia”.
“E’ per questa insensibilità, per questa assenza, per questa incapacità di aiutare i propri cittadini pur avendone i mezzi (29 milioni in cassa), che osiamo forzare e definire questo Sindaco complice. Complice del Covid.
Così come questo infido virus ha causato morte e sofferenza (ed io sono uno di quelli che l’ha conosciuto da vicino), allo stesso modo questo Sindaco lascia sole le partita iva Veronesi, i loro addetti e l’intero indotto, causandone in tanti casi la chiusura”, conclude Croce.













