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Cultura. Briani risponde a Tosi: “Lungo l’elenco dei fallimenti che ho trovato”

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L’assessore Francesca Briani risponde al consigliere Flavio Tosi sulla gestione dell’assessorato alla Cultura. L’ex sindaco ha attaccato duramente Federico Sboarina e la sua amministrazione dichiarando che “Verona culturalmente è in declino nonostante la bellezza della città e l’immane patrimonio artistico che abbiamo. Con Sboarina il Comune langue, è assente, manca una regia e una programmazione. Questo ben prima del Covid. Poi non stupiamoci se Verona non solo viene bocciata come ‘capitale della cultura’, ma non arriva nemmeno tra le prime dieci città concorrenti”.

A dar manforte all’ex sindaco scende in campo anche Mimma Perbellini, assessore alla Cultura della prima Giunta Tosi. “Con Tosi ci eravamo dati l’obiettivo fin dal 2007 di valorizzare l’immenso patrimonio culturale di Verona. Abbiamo così coinvolto tutti gli stakeholder che si occupano di arte e cultura e siamo intervenuti concretamente, con soldi, sui contenitori in modo da ospitare e organizzare eventi culturali tutto l’anno. Abbiamo ristrutturato il museo archeologico e il museo degli affreschi al Teatro Romano; ottenuto l’art bonus di 14 milioni per il recupero dell’Arena, dove poi abbiamo raddoppiato le serate di lirica ed extralirica, con tanto di copertura televisiva internazionale; sostenuto la Capitolare e le biblioteche di quartiere; creato sinergia con i teatri per l’arricchimento della proposta tutto l’anno; coinvolto i tanti artisti e collezionisti d’arte veronesi e organizzato con loro la Fiera dell’Arte che ha avuto respiro e rilevanza europea”.

L’attuale assessore alla Cultura Francesca Briani risponde: “Ricordo che l’assessore Perbellini ha svolto il suo mandato fra il 2007 e il 2012, stranamente il consigliere Tosi ha dimenticato di citare il mandato 2012–2017, quando addirittura non c’era nemmeno l’assessore e infatti: è stato chiuso il centro espositivo agli scavi Scaligeri; venduto palazzo Forti sede storica della Gam, interrotto Schermi d’Amore, che abbiamo fatto ripartire; ignorato qualsiasi intervento alla Casa di Giulietta, nemmeno la pulizia e il riordino”.

“La Galleria d’Arte Moderna – prosegue Briani – era totalmente sguarnita e inattiva, senza personale e progettualità espositiva. Una situazione fallimentare. Per non parlare del sistema museale civico su cui è stato necessario rimettere completamente mano. In particolare, con la realizzazione della direzione unica. Anche Palazzo Pompei, sede del museo di Storia Naturale, era in totale abbandono, visto che l’Amministrazione Tosi voleva vendere il palazzo per trasferire l’esposizione non è ancora chiaro dove”.

“Da tempo non c’era a Verona una precisa strategia di rafforzamento del sistema – precisa l’assessore Briani – Sono state fatte circa una decina di mostre per valorizzare il grande patrimonio dei nostri archivi. Abbiamo investito nella nostra identità, perché questa è la vera forza e la programmazione non gli spot casuali. Questo vale per le grandi mostre che tutti i Comuni realizzavano anni fa, oggi nessun ente pubblico ha più le risorse per farle. I tempi sono cambiati, se ne faccia una ragione Mimma Perbellini, pensiamo all’esposizione su Giacometti realizzata alla Gran Guardia da Goldin, andata purtroppo interrotta a causa del Covid”.

“I collezionisti privati stanno facendo importanti donazioni ai nostri musei, segno di una nuova reputazione. Siamo tornati a investire risorse per l’acquisto di libri alla Civica, cosa che non avveniva da moltissimo tempo. Insomma, una progettualità culturale vera che da tempo non si vedeva. Il tutto con molte meno risorse e con un terzo del personale”, conclude.



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