Il capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Barbieri si è messo davanti ai cancelli dell’Agsm con un cartello con scritto 700 mila euro di consulenze. Che si fosse speso uno sproposito era noto. Inspiegabile perché l’azienda si rifiuti di fornire i nomi dei professionisti utilizzati e gli importi delle prestazioni. Sono soldi pubblici e non c’è motivo di mantenerli segreti. Benini giustamente chiede trasparenza.













