Meno male che c’è qualcuno con le idee molto chiare e soprattutto che ha il coraggio di dirle mettendo nero su bianco il suo pensiero. E’ Alessandro Mazzucco, ex primario di cardiologia, poi rettore dell’Università di Verona e oggi numero uno della cassaforte scaligera Cariverona. Dopo anni di attività come apprezzatissimo cardiochirurgo ospedaliero, mette il dito nella piaga in un problema che è tanto complesso quanto semplice: in questi anni si è ghigliottinata la medicina territoriale.
Una volta il vecchio “medico condotto”, poi medico di base, era l’avamposto e l’esperto confidenziale che impediva che tutti corressero al pronto soccorso e in ospedale. Si chiama medicina territoriale. Questi medici di base sono stati, secondo Mazzucco, decimati in forma demenziale, trasformati in medici di famiglia, ma ridotti pesantemente numericamente e come presenza sul territorio. Così ci siamo trovati con l’avere un esercito di medici specialisti, e tutti i pazienti che corrono in ospedale e al pronto soccorso intasandoli anche per motivi banali. Mazzucco evidenzia che se guardiamo i numeri, abbiamo il doppio dei medici rispetto alla media europea. Il problema è che per varie ragioni un medico, da noi, è considerato pronto dopo 10/11 anni di esperienza per poi ottenere così l’obbligatoria specializzazione ed essere operativo. Un’idiozia che non ha giustificazione.
Servono invece più dottori, una volta si chiamavano semplicemente medici condotti. Era il medico del territorio che aveva la responsabilità importante dello stato di salute nei vari paesi o nei quartieri e andava lui a domicilio a visitare i suoi malati. Oggi è diventato un sogno di tutta la popolazione italiana. Il vecchio dottore una volta correva, non si rifiutava mai e raramente sbagliava le diagnosi. Oggi a differenza delle altre nazioni, in Italia, un medico può svolgere la sua attività professionale soltanto dopo aver sviluppato un’attività specialistica. Però lo specializzato sta in ospedale e del vecchio e indimenticato medico condotto si sono perse le tracce. La gente ha perso il senso della realtà e della salute e vuole subito andare in ospedale ed essere visitato da uno specialista.
Il professor Mazzucco ha ragione da vendere. Ecco perchè gli ospedali si intasano, gli ambulatori sono pieni e i pronto soccorso scoppiano. Precisa Mazzucco una considerazione assai importante: i giovani medici laureati si sono disinnamorati del territorio. Aggiungiamo noi, che i pazienti e le persone ammalate abitano nei paesi, nei quartieri, nel centro e sono loro che aspettano un aiuto a domicilio e non quello di essere obbligati a correre in ospedale o in un pronto soccorso per essere visitati.













