Sindaco: “Abbiamo raccolto le forze migliori della città”, Bisinella: “Ennesimo grande fiasco dell’amministrazione Sboarina”
E’ stata resa nota oggi la short list delle città scelte dalla commissione giudicatrice per l’individuazione di quella che, a fine gennaio 2021, diventerà ‘Capitale della Cultura 2022’. Verona, unica città capoluogo del nord est fra le ventotto candidate, non rientra fra le 10 finaliste.
“Ringrazio l’assessore Francesca Briani per tutto il lavoro svolto – dice il sindaco Federico Sboarina – perché con il dossier di candidatura ha messo in moto il meccanismo virtuoso di raccogliere tutte le forze migliori della città. L’ho sempre detto in tutti i mesi precedenti, Verona è già internazionalmente conosciuta come città di cultura, ciò che farà la differenza è adesso di poter contare sulla macchina di tante istituzioni e privati che stanno già lavorando per il futuro. La partecipazione alla competizione a questo è servita, abbiamo raccolto decine di progetti che, nella cornice dei 22 luoghi da rigenerare, daranno vita ad una dimensione culturale inedita già dal prossimo anno”.
Non è dello stesso avviso Patrizia Bisinella (Fare Verona) che commenta: “Ancora una volta, la mancanza di strategia, di visione e di competenza dell’amministrazione targata Sboarina penalizza la nostra Città che, con tutto il rispetto del caso, è stata superata da località meno “quotate” come Cerveteri (Roma), Procida (Napoli), o Taranto e Trapani, e altre ancora. Uno smacco totale oltre che una grandissima occasione persa per Verona in un’ottica di rilancio post crisi Covid-19.”
Bisinella aggiunge: “La presentazione che l’amministrazione Sboarina aveva confezionato per la candidatura di Verona era stata del tutto inadeguata e i risultati non si sono fatti attendere. La città ha bisogno di un radicale cambio di rotta su più fronti, la mala gestio di Sboarina e company ha già fatto fin troppi danni”.













