“Invece di spiegare ai veronesi e ai veneti quando arriveranno a destinazione i tamponi, i dispositivi di protezione individuali e soprattutto gli spazi alternativi necessari ai medici di medicina generale per eseguire lo screening dei propri assistititi (tutte domande oggetto di una specifica interrogazione consiliare realizzata con la collega Francesca Zottis), il presidente della Regione Zaia si impelaga nell’ennesima sterile polemica questa volta con i veterinari uscendone scornato come sempre”. Questo il commento del consigliere regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon.
“Questi suoi siparietti quotidiani – prosegue Bigon – con i cartelli, le battute in dialetto e, purtroppo, in totale assenza di contraddittorio e domande, potrebbero perfino risultare simpatici, se il sistema sanitario veneto non fosse sottoposto ad una terribile pressione che sta portando, come denunciano i medici ospedalieri, a spostare nei reparti Covid personale medico non specializzato nei settori critici della medicina interna, delle malattie infettive o di quelle dell’apparato respiratorio. Se non fosse che i medici di medicina generale sono ancora disarmati difronte al nemico del virus. Se non fosse che una condanna del Tribunale di Venezia obbliga la Regione Veneta a dotarsi di un nuovo servizio ambulatoriale pubblico e gratuito di pediatria per i minori stranieri non regolari, non ancora attivato”, incalza Bigon.
Anna Maria Bigon conclude affermando che “Ancora una volta, mentre il governatore è impegnato ad intrattenere più che a governare, a mettere in sicurezza i veneti e i veronesi ci ha pensato il Governo, fissando criteri chiari ed oggettivi per il contenimento dell’epidemia, con buona pace dell’autonomia tanto sbandierata dalla Lega a cui il governatore Zaia, di fronte alla patata bollente delle chiusure delle attività economiche, ha volentieri rinunciato invocando l’intervento di Roma”.













