“Da settimane siamo tornati ad assistere al rapporto quotidiano del presidente Luca Zaia che parla a briglia sciolta senza tuttavia mai toccare i punti realmente critici della sanità veneta, con riferimento sia alle attività ordinarie che all’esigenza di arginare il dilagante avanzare della pandemia”. A dichiararlo il consigliere regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon.
“Assieme alla denuncia dei Medici di Medicina Generale sugli oggettivi impedimenti a somministrare il tampone agli assistiti in ragione della mancanza di spazi adeguati, dispositivi di protezione e dei tamponi stessi, è da segnalare anche la denuncia dell’Associazione Medici e Dirigenti ospedalieri (Anaao Assomed) secondo la quale, contrariamente alle regole al buon senso, – alcune Aziende Sanitarie venete, per far fronte all’emergenza pandemica in atto, intendano assegnare ai reparti Covid personale medico non omogeneo o equipollente rispetto alla Medicina Interna, a quella delle Malattie Infettive o a quella delle Malattie dell’Apparato Respiratorio -“.
“Inoltre – prosegue Bigon – condannata dal Tribunale di Venezia su ricorso dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) la Regione Veneto, che è tenuta ad integrare medici pediatri da dedicare ad un servizio ambulatoriale pediatrico pubblico e gratuito a favore dei cittadini stranieri minori di età irregolarmente soggiornanti. La mancanza di tale servizio, o meglio le resistenze ad approntarlo, è stata infatti giudicata discriminatoria dai giudici”.
Bigon poi conclude: “Siamo nel pieno di una nuova ondata di epidemia di cui ancora non si vede il punto di picco e la sanità veneta rischia di mostrare la corda tanto nei servizi territoriali quanto in quelli ospedalieri. Con due interrogazioni distinte chiedo pertanto alla giunta regionale di rendere conto di queste criticità e di illustrare le soluzioni che intende mettere in campo in tempi strettissimi”.













