Home In evidenza Aumentano i contagi a Verona. L’appello dei medici: “Non uscite se non indispensabile”

Aumentano i contagi a Verona. L’appello dei medici: “Non uscite se non indispensabile”

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Ieri i postivi al Covid in città sono stati 213 in più rispetto al giorno prima, per un totale di 832. Una impennata rispetto alla media di circa 70 nuovi contagi delle giornate precedenti e che ha fatto scattare l’allerta del sindaco e dei sanitari.

L’aumento in un solo giorno, mai registrato prima d’ora da quando è iniziata la fase autunnale del virus, è preoccupante anche in considerazione del weekend ad alto rischio, tradizionalmente dedicato alla festa di Halloween e alla commemorazione dei defunti. Da qui l’appello del Comune e delle istituzioni sanitarie che, alla luce degli ultimi dati, invitano i cittadini a non uscire se non è indispensabile, ad evitare di andare a trovare i nonni e le persone più fragili, a non recarsi negli ospedali se non per motivi urgenti. Quando si esce, la raccomandazione è quella di non allentare mai la presa, ovvero di adottare sempre le misure anticontagio anche e soprattutto nei luoghi e nelle situazioni in cui si pensa di essere più sicuri dal contagio.  

Per fare il punto della situazione il sindaco Federico Sboarina è intervenuto nel punto stampa in streaming insieme al direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera Vincenzo Di Francesco e alla direttrice sanitaria dell’Ulss 9 Scaligera Denise Signorelli.  

“E’ stata una settimana complicata – ha detto il sindaco -, con i problemi di carattere economico e sociale in primo piano, causati dalle chiusure dell’ultimo Dpcm e dalla legittima preoccupazione dei cittadini che vorrebbero poter lavorare. Tuttavia, non dobbiamo assolutamente distogliere l’attenzione dal principale problema provocato dalla pandemia, che è quello sanitario. Che la situazione stia diventando sempre più preoccupante lo dicono i numeri, e in particolare l’impennata di contagi registrati in un solo giorno in città. Questa è la fase in cui dobbiamo usare la testa e pensare prima di agire. L’appello è di continuare a essere responsabili in ciò che facciamo, rispettiamo il distanziamento sociale anche quando ci sentiamo al sicuro. “.    

Non siamo pronti ad una velocità di contagi come questa – ha detto Di Francesco-. I letti ci sono, così pure i respiratori, siamo attrezzati e organizzati per accogliere un numero importante di pazienti, ma ci sono anche le altre patologie da curare e le altre emergenze a cui rispondere. Abbiamo aperto una parte del piano della spina centrale di Borgo Trento, collegata alla rianimazione e alla semirianimazione. Ci stiamo avvicinando alle prossime tappe che prevedono aperture di ulteriori interi reparti Covid, fin qui teniamo, ma se la pressione continua a salire la situazione potrebbe peggiorare. Ecco perché è fondamentale tenere sotto controllo la curva dei contagi. Il timore è che, in particolare in questo weekend di Halloween e delle visite nei cimiteri, venga meno il senso di responsabilità a cui continuamente ci si appella e che i veronesi hanno dimostrato di avere. Un’attenzione particolate va ai nonni e gli anziani, non è questo il momento di andare a trovarli, fate loro un danno non un regalo. Anche gli accessi in ospedale sono vivamente sconsigliati se non indispensabili, è un luogo in cui il virus è presente”.   Nel dettaglio dei numeri la direttrice dell’Ulss 9 Scaligera. “Alla data del 30 ottobre, i positivi in tutta la provincia erano 3073, il giorno precedente erano 2537, con il dato di Verona città che in un solo giorno ha registrato 213 nuovi contagi. A queste si aggiungono le 4 mila persone che non possono uscire di casa, perché in quarantena o in isolamento fiduciario o perché in attesa di effettuare il tampone. Nell’ultima settimana ne abbiamo processati 13 mila, c’è stato un rallentamento nella refertazione causato dal guasto di un macchinario e da minor personale disponibile perché ammalati, ma con il supporto dell’azienda ospedaliera e di alcuni laboratori stiamo già tornando alla normalità. E’ chiaro che anche le nostre strutture cominciano ad essere sotto stress, con gli operatori del sistema di igiene e sanità pubblica che si trovano, come i medici ospedalieri, a gestire una mole di contatti mai vista finora. Rispetto agli ospedali – aggiunge Signorelli -, quello di Villafranca resta il principale punto Covid con 58 ricoverati e 14 in terapia intensiva. Non siamo ancora nella fase 3 regionale, rispetto alla quale Villafranca diventa totalmente Covid Hospital, ma visto l’andamento dei numeri immagino che verrà decretata già nei primi giorni della settimana. La difficoltà è nel mantenere attive tutte le attività, le altre patologie ci sono, stiamo cercando di governare le liste d’attesa ma i cittadini devono essere preparati e portare pazienza se verranno contattati per lo spostamento di qualche visita o intervento non urgente”.  



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