“E’ netta ai nostri occhi la distinzione tra la manifestazione delle associazioni dei commercianti di ieri mattina, che esprimeva la paura e i legittimi timori di una categoria sulle cui spalle è stata caricato il peso del nuovo lockdown parziale – strumento per la prima volta sperimentiamo in Italia ma che è stato annunciato negli stessi termini anche in Germania mentre la Francia va già verso un nuovo lockdown totale – e la manifestazione della sera, promossa dall’estrema destra con l’obiettivo dichiarato di alzare il livello della tensione e dello scontro”. Queste le dure dichiarazioni dei consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani riguardo le manifestazioni di violenza accadute durante la protesta di ieri sera in Piazza Erbe.
“Questo tipo di protesta violenta e di natura ideologica – proseguono i consiglieri -, va pertanto condannata. Dopo di che bisogna mettere in guardia anche dalle forme di strumentalizzazione della politica istituzionale, che a differenza delle associazioni di categoria ha il dovere di intervenire per rallentare la diffusione del Coronavirus in questa seconda ondata. Appare ormai chiaro che, in assenza di nuove misure restrittive, la pandemia è destinata a rendere insicuro qualsiasi luogo di aggregazione e ad aumentare il numero dei morti per cause dirette ed indirette legate alla saturazione degli ospedali, soprattutto tra le categorie più fragili, spingendoci verso un nuovo lockdown totale che il Paese non potrebbe permettersi”.
“La lettera dei Sindaci del territorio al Governo – evidenziano -, ha dunque un senso se va ad individuare soluzioni per mitigare i disagi delle categorie coinvolte con adeguati e tempestivi indennizzi. Ci possono essere margini per omogeneizzare il trattamento nel settore dei servizi cosiddetti non essenziali indicati dall’ultimo Dpcm. In tema di misure di prevenzione può essere migliorata la catena di trasmissione tra Governo e Regioni”.
In conclusione i consiglieri suggeriscono come soluzione il compromesso: “La via d’uscita alla situazione attuale non può essere scegliere tra le ragioni dell’economia e le ragioni della tutela della salute pubblica, la soluzione non può che essere di compromesso. Diversamente la protesta rischia di sfociare nella strumentalizzazione politica”.













