Di questo lockdown gli italiani hanno portato con sé insonnia, mancanza di energia, apatia, depressione, ansia e attacchi di panico. L’esperienza della pandemia ha reso tutti molto più fragili, anche mentalmente. Una ricerca condotta dall’Istituto Elma Research per Angelini Pharma ha rivelato che il lockdown per l’epidemia di Covid-19 ha provocato disturbi psicologici nel 65% degli italiani.
Dicevano che ne saremo usciti migliori e più forti di prima. Cavolate. Questa esperienza ha reso tutti molto più fragili e spaventati. Considerando quello che ci aspetta, o potrebbe aspettarci, il problema della salute mentale diventa ancora più urgente. L’idea di un secondo lockdown spaventa moltissimo anche le persone mentalmente più solide e sane.
Nella ricerca, tra i sintomi citati c’erano: insonnia, difficoltà a dormire o risvegli notturni, mancanza di energia o debolezza, tristezza o voglia di piangere, paure e timori eccessivi, mancanza di interesse o piacere nel fare le cose, panico e attacchi di ansia. Il 67% degli italiani ha avuto almeno due di questi sintomi e il 50% del campione studiato ne ha sofferto per la prima volta, mentre il 33% ha avuto un peggioramento di sintomi già preesistenti.
A tutto questo si somma la difficoltà di curarsi: non tutti possono contare su una rete di relazioni stabili e presenti. Per chi soffre di disturbi mentali, spesso, tra l’altro, partner, amici e parenti non sono e non possono essere d’aiuto, figurarsi se a distanza. Il problema è che, via telefono o tramite videochiamata, è difficile e strano comunicare anche con gli psicologi e gli psichiatri. Non solo: ricevere cure adeguate continua a costare tantissimo, e per molte persone pagarle diventa sempre più difficile e provare a rivolgersi alla sanità pubblica significa intraprendere un percorso snervante e potenzialmente fallimentare.
Prendersi cura della propria salute mentale sarà più difficile per chi già soffriva prima, e potrebbe diventare una nuova necessità anche per chi stava bene. In un momento storico in cui cerchiamo di convincerci in tutti i modi che non dobbiamo vergognarci di quello che siamo, raccontare e condividere la propria storia, può essere d’aiuto a tante persone. Ricordiamoci che non siamo soli.
M.P.













