Ennesimo braccio di ferro sul ruolo della presenza dei privati nell’Autostrada A22, meglio conosciuta come Autostrada del Brennero. Torna a riaprirsi la vecchia ferita e il duro confronto nella Società autostradale che collega Modena a Bressanone. Una rete fondamentale per l’Italia, le Regioni che attraversa e soprattutto per gli utili spaventosi che produce e gli investimenti previsti. Ora improvvisamente gli uomini del PD, tra cui il Senatore Vincenzo D’Arienzo, sponsor del candidato alle regionali Giandomenico Allegri hanno chiesto la vendita delle azioni in mano ai privati, tra cui il Comune e la Provincia di Verona a fronte di una grandinata di milioni, che permetterebbe la realizzazione di altre opere nella nostra Provincia. Tra i soci della Brennero non dimentichiamo, con una quota molto importante è presente anche Infrastrutture CIS (7,82% delle azioni) fondata dall’imprenditore di Villafranca Bruno Tosoni. Assolutamente contrari alle operazioni sono la Lega per voce durissima del Presidente della Provincia Manuel Scalzotto che considera la liquidazione desiderata dal PD dei soci privati, un esproprio proletario legalizzato. Il sindaco di Verona Federico Sboarina, come al solito “tentenna”, spostando il suo pensiero e delegandolo a terzi, che sarebbero il Governo di Roma e Bruxelles che dovrebbe curare gli interessi dei cittadini e delle aziende regionali coinvolte nella A22. Buona notte. Primo punto dolens è sapere il valore da dare alle azioni in mano ai privati. Non è certo una valutazione di poco conto. Intanto le polemiche si infiammano e il braccio di ferro da cui dipendono investimenti di miliardi di euro anche per Verona, rimangono sulla carta. Siamo solo agli inizi di uno scontro senza esclusione di colpi.

Giandomenico Allegri 















