Home In evidenza Centri per l’agricoltura. Valente: “Verona deve cambiare lingua”

Centri per l’agricoltura. Valente: “Verona deve cambiare lingua”

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“Se mancano i centri per l’assistenza tecnica in agricoltura a Verona, prima provincia in Veneto e in Italia per diverse produzioni di qualità, il problema non è la Regione, non è Venezia, ma è Verona stessa che non ha saputo chiedere, dall’interno, le cose come andavano chieste”. A dirlo Claudio Valente, candidato alle Regionali in Fratelli d’Italia e agricoltore. 

Ricorda Valente: “Il recentemente citato centro agro-sperimentale è la punta di un iceberg, ma negli anni abbiamo perso l’Osservatorio per le Malattie delle piante, l’Istituto sperimentale di frutticoltura, il Consorzio per l’ortofrutticoltura di Verona, il Centro internazionale di sviluppo per l’irrigazione di Verona e altri ancora”.

Ma le cause, spiega Valente, più che a Venezia sono da ricercarsi in territorio scaligero: “Come associazioni di categoria abbiamo sempre cercato e spinto affinché si mantenessero i centri efficienti nella nostra provincia. Evidentemente però Verona, quella delle istituzioni, non ha saputo spiegare a dovere le proprie ragioni. Non ne faccio una colpa a nessuno e nemmeno mi sfiora il pensiero che ciò sia avvenuto in cattiva fede. Semplicemente non abbiamo avuto interpreti in grado di far comprendere ‘da dentro’ in Regione i tanti motivi tecnici per cui questi centri fossero e siano importanti nel territorio veronese, per il veronese e, in molti casi, per tutto il Veneto. Evidentemente non c’erano figure in grado di parlare la lingua dell’agricoltura, che si impara soltanto lavorando quotidianamente in questo settore complesso ma strategico. Sono sicuro che con le parole giuste Venezia ci avrebbe ascoltati e ci ascolterebbe in futuro, anche perché ricordiamoci che la Regione non è un’entità separata: la Regione è anche Verona, attraverso i suoi rappresentanti eletti”. 

E chiude Valente: “Fratelli d’Italia s’è accorta di questa lacuna e dunque sono entrato a far parte di un partito, quello di Giorgia Meloni, con cui condivido valori e idee. Sono agricoltore, sono stato per anni nelle associazioni di categoria, conosco i problemi e ascolto i miei colleghi che producono ortaggi, cereali, frutta, vino, latte e carni. Parliamo la stessa lingua. Quella lingua che dovremmo parlare anche in Regione per difendere l’agricoltura veronese e veneta”.



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