Home Prima pagina Citrobacter e morti. Il colpevole è nell’acqua

Citrobacter e morti. Il colpevole è nell’acqua

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Premesso che non c’è maggior dolore umano della perdita di un figlio o di un figlio reso cerebroleso per motivi sanitari e non naturali, scriviamo qui il nostro convinto pensiero nero su bianco. Non ci importa nulla delle dichiarazioni del super Governatore Luca Zaia, degli ispettori del Ministero, ci importa della verità. Siamo vicini, anzi, incollati alle famiglie che hanno vissuto il dolore di una perdita di un neonato. Fosse successo a noi, la disperazione non avrebbe limite, però dobbiamo cercare la verità, e il perché di quanto è successo.

Apprezziamo la determinazione di Francesca Frezza, mamma di Nina, una della 4 vittime di Borgo Trento, però anche noi come lei abbiamo bisogno della verità. Ma la verità non avviene ghigliottinando Bovo, Biban e Ghirlanda, medici di fama internazionale, che hanno lavorato giorno e notte in una delle strutture più efficienti d’Italia per avere un capro espiatorio. Forse il problema, come spesso avveniva nei gialli di Agatha Christie, ha la soluzione in una sola parola, che si chiama acqua. Nessuno in queste settimane l’ha mai nominata. Forse il sistema idrico è impuro. I filtri, presi in considerazione non servono assolutamente a nulla. Forse l’azienda che ha vinto l’appalto non è stata meticolosa e rigorosa. Forse chi ha appaltato il sistema, l’allora direttore generale Valerio Fabio Alberti, fratello della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, uomo dell’allora Governatore Giancarlo Galan, non ha verificato la qualità del servizio e del prodotto.

A farne le spese, sputtanati e danneggiati gravemente per nulla, sono ora la direttrice sanitaria Chiara Bovo, Giovanna Ghirlanda direttrice medica e Paolo Biban primario della pediatria e dunque responsabile anche delle terapie intensive. Men che meno ne poteva sapere qualcosa il direttore generale Francesco Cobello, che all’epoca neppure era presente in quel di Verona, visto che lavorava altrove. Il direttore generale dell’epoca, quindi, doveva verificare la ristrutturazione fortissimamente voluta da Galan, ed era Valerio Fabio Alberti.

Tutti siamo vicini a coloro che hanno perso un figlio o che ne hanno uno che vivrà una vita infelice, ma non è giusto sommare a questi lutti persone estranee a quanto accaduto. Se la magistratura alza le chiappe può scoprire il perchè di quanto avvenuto e speriamo che Zaia, tanto osannato e adorato, su questo argomento esponga i cosiddetti. Altrimenti rischia il crollo verticale dei suoi consensi.



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