Incontro Andrea Velardi, consigliere comunale della Lega e presidente della commissione temporanea Politiche Giovanili, in una trattoria di via Sottoriva in un giorno di particolare calura estiva. Arriva stranamente puntuale insieme ad alcuni suoi collaboratori. Per me orrendamente vestito, però alla moda (si dice così). Per lui nutro una strana curiosità e una indefinibile simpatia perchè uomo, personaggio, oggi anche politico, assai strano. Un’eccezione che conferma la regola. Il particolare che più mi ha colpito fin dal primo momento è la sua “genialità”. Grande esperto di discoteche, del mondo giovanile, di eventi e anche studioso di questo strano mondo che comunque è anche un business. Un settore, proprio perchè frequentato da giovani, su cui ha infierito in modo ingiusto la pandemia del Covid-19. A cui va aggiunto che il Governo, con i suoi Decreti imperativi, ce l’ha messa tutta per accentuare ed emarginare luoghi e mondi vicino ai giovani. Inutile descrivere un Velardi arrabbiato e critico per quanto decretato dal Governo centrale. Il settore nel quale opera con successo da anni viene ghettizzato e chiuso senza possibilità di dimostrare che quanto deciso è dannoso, inutile e lascia nella disoccupazione e disperazione migliaia di persone. Viviamo nell’era del Covid, e Covid dev’essere. Ieri sono morte in Italia 500 persone a causa dei tumori, 350 di infarto, alcune decine per incidenti stradali e 6 di Covid. Ma è quest’ultimo che fa notizia. Soprattutto la fanno i contagi. E qui il discorso può continuare all’infinito. Sta di fatto che il mondo degli eventi, delle discoteche e del divertimento viene giudicato dal Governo come un mondo di untori, ed ecco che Velardi si fa promotore della protesta contro questa indiscriminata ingiustizia per gli infiniti danni che essa procura. Una protesta forte, espressa dal consigliere in salsa veronese.

Velardi non ha peli sulla lingua: “L’assembramento in discoteca è inevitabile e qualche errore di troppo è stato commesso anche da chi gestisce le discoteche”.
Bastava pensarci un po’! – “Serviva testa, essere pragmatici e lucidi. E invece no, è stata persa una grandissima opportunità. Negli ultimi tre mesi si erano fatti grandi passi avanti soprattutto si era permesso alla discoteche di poter operare dopo mesi di zero assoluto. Siamo considerati un settore irrilevante fatto di sbandati, disperati, drogati, delinquenti, ma che era riuscito a ripartire grazie a chi fra i rappresentanti si è posto con serietà e professionalità nel dialogare con alcuni governatori di regioni che hanno avuto l’altrettanto merito di andar oltre i luoghi comuni, capendo la rilevanza sociale del club”.
Qualcuno forse l’ha presa tropo alla leggera? “Bisognava essere presenti mentalmente, capire la situazione in cui vive il paese, e il clima generale. Un clima di giustizialismo facile, alla ricerca del capo espiatorio, dove il nemico in questi giorni è scelto coi criteri folli, per nulla razionali e tantomenk scientifici. E’ stato fatto un assist ad un governo contrario all’apertura delle discoteche e che se ne è sempre sbattuto dei suoi lavoratori, a coloro che non riescono a vivere senza indignarsi, a quelli che dovrebbero esser solidali e lavorare per ripartire invece pensano ad attaccare ed augurare il male agli altri. Gente che “odia” chiunque abbia desiderato divertirsi, andare a ballare, socializzare e vivere il mondo della notte. Ma se si denigra chi si gode il proprio tempo libero andando a ballare. Allora andrebbe denigrato anche chi assembra le piazze, le spiaggie, gli uffici, le aziende, gli autobus, insomma il mondo intero. E infatti ora siamo in pieno: uno contro l’altro. Stanno vincendo loro, quelli che distraggono tutti tramite una comunicazione terrorista per mascherare una gestione governativa inquietante e inadeguata”.

Dai Velardi ci sono dei video che inchiodano i titolari dei locali. “Purtroppo di fronte ad alcuni video, una qualsiasi arringa difensiva sarebbe stata fuori luogo e cosi effettivamente è stato. Arrivato la gogna pubblica, sono arrivati i ministri del covid-consenso, quelli dallo stipendio garantito, del reddito di cittadinanza, del business dell’immigrazione clandestina e sono stati prontissimi a cavalcarla questa gogna pubblica. Il modi con cui sono trattati i luoghi d’intrattenimento sono stati però violenti e ciechi. Siamo da troppo tempo un bersaglio facile, utile a chi pratica una caccia alle streghe che accontenta moralisti bigotti e ipocriti”.
“Il mondo della notte rimane buio totale per gran parte di coloro che governano, amministrano, predicano e razzolano male. Una rivoluzione culturale di spessore in questo paese si conferma attualmente improbabile, la mia mozione sul sindaco delle notte per quando abbia fatto ridere qualche “mummia della politica” o qualche “consorzio del poltronificio” torna fortemente di attualità, anche se qui servirà attivarsi in fretta per qualcosa di regionale e perché no, di nazionale con la creazione del ministero della vita notturna. Bisogna fare scuola. Divulgare la cultura della svago e del divertimento, cosa che manca totalmente a 360 gradi”.
“Per fare tutto ciò’ servono idee, creatività, volontà di andar oltre schemi mentali per me superati ( tu sei figo se sei nicchia, tu sei commerciale se sei di massa e le cose non possono coesistere ) mettendo attorno ad un tavolo eccellenze del territorio che sappiano fare rete creando un incubatore di proposte artistiche, sociali e Culturali. Il mondo della notti e il club devono entrare nel sociale. Per far questo servono competenze, visione, e cultura”.
Sono d’accordo con te. Chiudere le discoteche in pieno agosto è una discriminazione e una stronzata colossale. Infatti per i pandemici fans i contagi sono aumentati anche con le discoteche chiuse. Così è se vi pare scriveva Pirandello.
“Per fortuna in Veneto esiste Luca Zaia, governatore che sa perfettamente di cosa stiamo parlando e in Friuli Venezia Giulia alla guida c’è Massimiliano Fedriga contrario alla chiusura dei club. Folle pensare che siano dei pazzi criminali e dei kamikazee, visto che sono i due migliori governatori d’Italia”.
“Non sappiamo cosa sarà in autunno, se ci faranno riaprire. Vero Non sappiamo nemmeno se riprenderanno le scuole a pieno regime, o se si potrà tornare allo stadio ma sono cose che vanno tenute distinte. Ma la cosa che più’ mi preoccupa e che non sappiamo ci sarà un secondo lockdown. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo attenerci alle regole e alle leggi anche quando non le condividiamo, anche quando è palese che vengano prese per opportunismo politico e non per reale necessità sanitario-scientifica”.













