Tra pochi giorni ormai, sia i Nidi d’Infanzia del Comune di Verona (1° settembre) che le Scuole Materne Comunali (15 settembre) apriranno i battenti. Rimane grande perplessità ed estrema preoccupazione in merito, in modo speciale per quel che riguarda le procedure che il Comune intende seguire per ridurre la possibilità di contagi da Coronavirus. A questo fine, come previsto dalla vigente normativa, si sta discutendo un Protocollo che però risulta a parere del CSA (Cooperativa Servizi Assistenziali) molto carente.
CSA: “Come è noto, i Nidi Comunali e le Scuole dell’Infanzia sono una tipologia di servizio che richiede una attenzione particolare nel caso di una riapertura. Tuttavia il Protocollo inviato dall’ente, se riflette l’approccio con cui il Comune di Verona intende affrontare l’emergenza sanitaria appena prorogata, appare molto carente sotto molti punti di vista e la parte sindacale, si può dire alla unanimità, lo ha espresso con forza già durante una prima riunione tenutasi il 6 agosto”.
“Al di là di altre considerazioni importanti, ma di dettaglio, ci giunge notizia che il servizio intende riaprire con il medesimo ‘rapporto numerico’ ossia 1 Educatrice ogni 10 bambini per i Nidi e 1 Docente ogni 25 bambini per le Scuole, come fosse una riapertura ordinaria. Al contrario sarebbe assolutamente da ridurre detto rapporto almeno a 1/5 (come indicato dalle Linee Guida Regionali) per i Nidi e 1/10 per le Scuole dell’Infanzia, rafforzare la stabilità di piccoli gruppi chiusi con educatrici/docenti dedicate, anche con una contrazione del servizio (soppressione del prolungamento pomeridiano fino alle 18) e la possibilità di impiego del personale nelle ore centrali del giorno”.
“Questo approccio, mentre si rincorrono le notizie di un sempre maggior numero di contagi, ci pare molto pericoloso e foriero di un autunno caldo, – scrive la Cooperativa Servizi Assistenziali – anche in considerazione del fatto che, come indicato chiaramente dall’INAIL nel suo Documento Tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CO-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione dell’Aprile 2020 i Nidi (Codice Ateco 88.91) rientrano nelle tipologie di attività ad alto rischio di contagio, assimilabili alle Case di riposo, stante l’estrema promiscuità con i piccoli utenti”.
“Non possiamo infatti immaginare che cosa accadrebbe se si rilevasse un solo contagio in un Nido o in una Scuola dell’Infanzia con la conseguente quarantena (per non dire altro) estesa a ben 10 famiglie nel caso dei Nidi, ovvero 25 famiglie per le Materne, col grave danno e il disagio che questo comporterebbe. La logica infatti della riduzione del numero dei componenti i gruppi è strettamente collegata, in questo momento di recrudescenza del virus, nell’ottica di un contenimento importante dello stesso, se non di un suo azzeramento. Nel protocollo in parola non se ne tiene affatto conto: nessuna indicazione di utilizzo ordinario almeno della mascherina FFP2, nessuna rilevazione della temperatura all’entrata, nessuna previsione di tamponi alla riapertura del servizio”.
CSA ha pertanto inviato due comunicazioni al Sindaco di Verona e al nuovo Assessore del Settore Istruzione, dott.ssa Maria Daniela Maellare, perché si facciano parte attiva a mettere in atto quelle misure perché il Protocollo venga integrato in quei punti fondamentali (rapporti numerici ridotti conformi alle Linee Guida Regionali, gruppi stabili e chiusi, temporanea contrazione dell’orario del servizio, aumento di personale, rilevazione della temperatura, tamponi all’apertura e con periodicità da stabilirsi) senza del quale tutte le altre misure, seppure condivisibili, saranno solo dei meri palliativi, mettendo a repentaglio la salute delle educatrici, dei bambini e delle loro famiglie.













