“Tre anni di lavori inutili, alberi tagliati, milioni di euro buttati, per arrivare alla soluzione proposta dai Comitati con la petizione (5 mila adesioni già raccolte): bus elettrici senza fili con ricarica presso le stazioni“. Il presidente del movimento civico Prima Verona, Michele Croce, unitamente ai portavoce del Comitato Operafilavia, Claudio Rubagotti, del Comitato San Paolo, Giovanni Valenza, del Comitato Avatar degli alberi, Caterina Danzi e Verdeblu Progetto natura Onlus, Fabrizio Croci, intervengono a seguito del ripensamento del Sindaco di Verona sulla realizzazione del Filobus, anche a seguito del confronto avvenuto con il Ministero dei Trasporti.

Michele Croce dichiara: “Ciò che pare oggi il Sindaco abbia deciso di fare (il condizionale è d’obbligo poiché non esistono atti formali) è esattamente ciò che i Comitati propongono da 3 anni. Basti leggere il testo della petizione, che ha già raccolto oltre 5 mila adesioni”. La petizione cita: “AMT Spa, con l’approvazione dell’amministrazione Comunale, proceda con l’elaborazione di una variante al progetto affinché i filobus su gomma alimentati elettricamente da linee aeree bifilari (oggi previsti) siano sostituiti da filobus su gomma in grado di alimentarsi elettricamente solo in corrispondenza delle fermate, eliminando inutili cantieri nella città di Verona”. Croce poi prosegue: “Questo ritardo non è però accettabile, perché il tergiversare del sindaco ha comportato 9 milioni di euro fino ad oggi spesi per i lavori (SAL 8 incluso), di cui 2 perfettamente inutili perché relativi alle linee aeree bifilari che non serviranno più; anzi, la posa dei pali continua come se nulla fosse. Se a ciò sommiamo che non c’è un atto formale di variante dell’opera, che centinaia di imprese hanno dovuto chiudere, spostarsi o anche semplicemente perdere fatturato a causa dei lavori, ne esce una tragedia che vede come unico grande responsabile il sindaco di Verona, che parla ma non decide e intanto crea danni. Sarà nostro compito tutelare i cittadini e le imprese danneggiate per ottenere il risarcimento dei danni.”















