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“I 5G Boys”. Si alla sperimentazione

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I movimenti insieme per chiedere al Comune di continuare la sperimentazione. “L’investimento in nuove tecnologie può diventare il volano per la ripartenza di Verona dopo la crisi. Interrompere la sperimentazione senza che vi siano rischi scientificamente acclarati significa rinunciare a trasformare la nostra città in una vera “smart city””. Tre forze politiche diverse unite su un fronte comune: quello della difesa della scienza e degli investimenti in nuove tecnologie, per rilanciare Verona, la sua economia e i suoi servizi. È questa la richiesta di Traguardi, Azione e Più Europa, che chiedono con una sola voce che il Comune non ceda alle richieste di chi, soffiando sulle paure dei cittadini e accampando ragioni più simili alla superstizione che alla scienza, vorrebbe l’interruzione della sperimentazione della tecnologia 5G.

“La nostra città non può in poche settimane passare da essere uno dei capoluoghi capofila della sperimentazione 5G nel Paese a l’ennesimo comune che, con un atto arbitrario e “di pancia”, interrompe l’implementazione di questa tecnologia – spiega Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi – È noto che il nostro Paese ha una normativa in materia di esposizione alle onde elettromagnetiche assai più restrittiva rispetto ai parametri europei, e tutti gli enti di tutela preposti a vigilare sulla salute dei cittadini e sui rischi connessi alle nuove tecnologie sono fermamente ancorati al principio di precauzione, in base al quale possono essere portate avanti soltanto sperimentazioni che non comportino alcun rischio per la popolazione. Non possiamo accettare che questo stesso principio venga chiamato in causa per giustificare uno stop alla sperimentazione che sarebbe figlio solo di paure ingiustificate e di generiche “sensazioni” da parte di proponenti e amministratori. Compito delle istituzioni e della politica è ascoltare e comprendere le legittime preoccupazioni dei cittadini per dare loro risposta, sulla base delle evidenze scientifiche. Chi invece su queste paure soffia per puro tornaconto elettorale o di visibilità, fa un pessimo servizio ai veronesi e alla nostra città, che da questa nuova tecnologia avrebbe solo da guadagnare”.

“Il 5G rappresenta un’opportunità cruciale per il nostro paese e la nostra città: la nuova società che avanza è basata sull’interazione degli oggetti, in cui vari dispositivi wireless comunicano direttamente tra di loro e sono parte di sistemi complessi. Avremo quindi non solo fabbriche intelligenti ma anche ospedali, città, uffici, imprese e filiere economiche intelligenti. È un processo ineluttabile e globale che senza la rete 5G semplicemente non può esistere – prosegue Marco Wallner, presidente di Azione-Verona, che spiega – Se non adottassimo la rete 5G, il nostro territorio e il nostro sistema economico verrebbero condannati a non essere competitivi, rispetto non solo a Francia, Germania o altre nazioni manifatturiere, ma anche rispetto a comuni o province limitrofe che adotteranno tale tecnologia. Al contrario, dobbiamo investire su un’innovazione fondamentale per la competitività del nostro territorio e del nostro sistema economico nonché per le innumerevoli applicazioni che la rete permetterà nei campi della sanità, della telemedicina, dell’organizzazione delle nostre città”. “Ci sono timori legittimi sulle nuove tecnologie ai quali bisogna rispondere con serietà e competenza – conclude Nicola Massella, di Più Europa- Verona – Quello del 5G a Verona è un caso emblematico di cosa la politica non deve fare. Molti sindaci della Provincia sono intervenuti con ordinanze anti 5G a furor di popolo sfruttando la paura per guadagnare consensi. Il tema dei rischi legati al 5G è evidentemente complesso e per decidere cosa fare è fondamentale ascoltare l’opinione di chi è del mestiere. Ad oggi la ricerca scientifica ci dice che non esistono concreti rischi per la salute. Per noi quindi lo stop alla sperimentazione è del tutto immotivato. I problemi vanno affrontati basandosi sui dati oggettivi e con cognizione di causa.”

Insieme concludono: “Molte ragioni diverse ma un’unica conclusione: Verona deve dire sì al 5G per poter pensare in grande il proprio futuro. Se Verona pretende di essere davvero una “smart city” non può accontentarsi di qualche palo della luce trasformato in ripetitore wi-fi. Nei prossimi anni assisteremo a un’ulteriore accelerazione dello sviluppo tecnologico, con servizi e sistemi sempre più interconnessi capaci di produrre un miglioramento tangibile alla qualità di vita nelle nostre città. Se la sperimentazione, portata avanti in sicurezza e con tutti gli strumenti per informare e tutelare i cittadini, dovesse interrompersi, la nostra città perderebbe l’ennesimo treno per poter disporre di servizi e infrastrutture tecnologiche all’altezza della sua importanza economica e delle sfide future che la aspettano”.



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