Il futuro di Fondazione Arena al centro della discussione del Consiglio straordinario di questa sera, convocato su richiesta dei consiglieri di minoranza con una mozione a firma dei capigruppo Michele Bertucco di Sinistra in Comune e Federico Benini del Partito Democratico. Il documento, respinto con 23 voti contrari e 13 favorevoli, sottoscritto dai gruppi Movimento 5 stelle, Fare Verona, Lista Tosi e Traguardi Verona, impegnava l’Amministrazione a richiedere alla Regione un aumento dei contributi in favore della Fondazione Arena e al Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il turismo un aumento del Fus e contributi straordinari per questa realtà culturale veronese. Inoltre, chiedeva il ripristino dei corretti rapporti con le rappresentanze sindacali e la relazione trimestrale in sede della conferenza di capigruppo sulla situazione di gestione di Fondazione. Infine, la presentazione al Consiglio, entro la fine del mese di settembre, del Piano di rilancio della Fondazione. Inizia a parlare Michele Bertucco, per l’illustrazione della mozione: “E’ data finalmente l’occasione, al Consiglio e alle rappresentanze sindacali collegate questa sera alla seduta, di discutere sul futuro di questa importante realtà culturale della nostra città. Vi è la necessità di risposte chiare ed urgenti in termini economici e di programmazione di eventi per un concreto rilancio di Fondazione. Serve l’apporto di tutti, con una maggiore interazione dell’Amministrazione con le diverse realtà economiche della città. Questa mozione non ha alcun intento di strumentalizzazione, ma l’unico obiettivo di intervenire in favore dei lavoratori e del futuro della Fondazione. La richiesta di una corretta e puntuale informativa sul Piano di rilancio non aveva alcuna intenzione di mettere in difficoltà l’Amministrazione”. Interviene anche Federico Benini che ricorda la necessità di collegialità nelle scelte. “Sbagliato il segnale della maggioranza di chiedere un confronto semestrale anziché mensile come chiesto nella mozione di cui sono cofirmatario. Attenzione alla precarietà dei lavoratori stagionali che l’anno prossimo saranno costretti a fare le verifiche artistiche senza considerare la straordinarietà dell’anno in corso”. Il Movimento 5 Stelle con Alessandro Gennari e Marta Vanzetto invece sostengono che: “Il core business deve tenere al centro l’opera, con spettacoli frutto di produzioni internazionali, e non l’extra lirica. Imbarazzante il piano di rilancio proposto e il fatto che, in questo momento di difficoltà, i livelli dirigenziali non si siano ridotti gli stipendi”. Traguardi Verona, con il capogruppo Tommaso Ferrari ricorda: “Il Covid ha rappresentato per tutti un cambio di prospettiva importante. Questo però non giustifica il programma di sole dieci serate che è stato proposto per la stagione Areniana 2020”. Infine Verona Domani, con la consigliera Daniela Drudi: “Il Comune contribuisca al pagamento degli stipendi dei lavoratori di Fondazione Arena”. Intervenuti alla seduta anche i rappresentanti sindacali Elena Carla Mazzoni per Fistel – Cisl – Rsu ed Ivano Zampolli di UIL-COM e per le sigle CGIL, UIL e FIALS. Il Sindaco Federico Sboarina e il presidente di Fondazione Arena durante la seduta in risposta alla mozione dichiarano: “La richiesta delle minoranze di una presentazione al Consiglio, entro la fine del mese di settembre, del Piano di rilancio della Fondazione è in questo momento un punto di difficile concretizzazione. Siamo ancora in una fase di incertezza, capire quali saranno gli scenari su cui lavorare nel breve periodo è ancora difficile”. Successivamente interviene anche la Sovraintendete di Fondazione Arena Cecilia Gasdia: “Il percorso di rilancio è solo all’inizio. Impensabile che si possa uscire in poco tempo dal disastro economico ereditato. I positivi risultati ottenuti nel 2019 hanno rappresentato un punto di partenza importante. Ricordo che le Fondazioni italiane e europee hanno chiuso la programmazione 2020 e rinviato tutto al 2021, mentre noi abbiamo proposto un’alternativa capace di mettere in scena un cartellone di alta qualità anche in un post Covid pieno di incertezze e limitazioni. Frutto di una volontà condivisa orientata ad offrire un effettivo rilancio di Fondazione, il cui futuro non è mai stato messo in discussione”.













