“Il CdA di Agsm di martedì 23 giugno, opponendosi al conferimento di una delega al Presidente Finocchiaro per proseguire con la trattativa sulla scelta del partner industriale, ha di fatto reso palese la sfiducia della maggioranza dei consiglieri nei confronti del Presidente”. A dichiararlo il leader di Prima Verona, l’avvocato Michele Croce, che prosegue: “I consiglieri che si oppongono alla continuazione del percorso rappresentano due forze politiche di quella che dovrebbe essere la maggioranza del Sindaco: Lega e Verona Domani. Appare quindi chiaro che non c’è più una maggioranza nel CdA di Agsm e non c’è più una maggioranza che sostiene Sboarina su una delle partite più importanti del suo mandato: la fusione con A2A. Proprio quella svendita ai milanesi che è stata causa del mio allontanamento, ma questa è oramai storia”. Secondo Croce rimane solo una cosa da richiedere in Agsm, ovvero: “Le dimissioni dell’intero CdA. Finocchiaro ha fallito nel mandato ricevuto dal Sindaco di annettere Agsm a Milano e, quindi, per coerenza dovrebbe dimettersi. Gli altri 4 consiglieri di amministrazione hanno invece silenziosamente permesso che l’azienda dei veronesi fosse portata per oltre un anno nel corridoio cieco e malato di una trattativa in esclusiva con A2A, alla quale solo dopo gli esposti amministrativi e penali dei past president Croce e Sardos Albertini hanno cercato malamente di porre una pezza attraverso una tardiva ricerca di mercato, ai cui esiti ora comunque si sottraggono. Atti illegittimi conditi da tantissimo tempo buttato e montagne di soldi pubblici gettati alle ortiche. Dimissioni che solo per pudore dovrebbero essere automatiche”.













