“Con l’unica eccezione dell’Arena e del Cortile di Giulietta (dove, tra l’altro dalle 17.00 cessano contingentamento e controlli all’ingresso) il resto delle attrattive turistico-culturali della nostra città sono ancora tutte chiuse: Castelvecchio, Teatro romano, Torre dei Lamberti, Museo Archeologico e via elencando… tutto ancora chiuso”. A dirlo i consiglieri del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani. “Da tre mesi il Sindaco pontifica sulla necessità di far ripartire la Città e il Paese, ma quando è toccato a lui non è stato in grado di fare la propria parte. L’amministrazione continua a protestare per le intrinseche limitazioni che purtroppo ancora frenano la ripresa del turismo congressuale internazionale e della stagione lirica, ma l’unica cosa che potevano far ripartire bene e subito, cioè il turismo culturale, non l’hanno fatta.Il Cortile di Giulietta ha riaperto i cancelli solo 5 giorni fa, a furor di popolo e su pressante richiesta dei commercianti. Ci segnalano, tra l’altro, che i rigidi controlli promessi cessano ogni giorno alle 17 in punto: da quell’ora chiunque può entrare in modalità non contingentata e può toccare ciò che vuole”. Proseguono dicendo che a differenza di altre città, che hanno lanciato promozioni per stimolare il turismo di prossimità, “A Verona Sindaco e Assessore competente non hanno pensato a nulla”. Padova sta concedendo a tutti, cittadini e turisti, l’ingresso gratuito ai propri musei per tutto il mese di giugno. Mantova e Lucca non fanno pagare il ticket dei bus turistici, confidando che questo favorisca il ritorno delle comitive. Verona conosce invece un deserto di iniziative: abbiamo avuto per mesi l’esenzione del ticket degli stalli blu per i residenti ma non si è programmato nulla per i bus turistici in vista della ripresa. Oltre il danno, anche la beffa della promessa da parte dell’amministrazione di una card a costo forfettario per visitare musei che sono ancora chiusi. In un momento in cui Verona non può essere città dello sport, città degli spettacoli, città della musica, città delle fiere, è di vitale importanza per l’economia e il futuro della città rimettere in modo la macchina del turismo culturale. Il turismo si basa sulla programmazione e il coinvolgimento degli attori che lo muovono: agenzie, guide, hotel, occorre confrontarsi con tutti i soggetti per attuare insieme un piano di rilancio”. I consiglieri poi concludono: “Ci piacerebbe poter dire che le mancanze in questo settore sono colpa dell’assessore o del dirigente di turno. In realtà la colpa è di una cultura politica poco lungimirante: da Tosi a Sboarina si tramanda la convinzione che il turismo a Verona sia una rendita da sfruttare e non un investimento da curare, ‘tanto i turisti vengono lo stesso’. Ma ora che ciò non sta avvenendo, per una città come la nostra, per tre quarti terziarizzata, possono essere guai seri. Serve agire, e bisogna farlo in fretta”.













