Non c’è due senza tre. Dopo quanto dichiarato e dimostrato dagli ex presidenti, gli avvocati Gian Paolo Sardos Albertini e Michele Croce, arriva il j’accuse pesantissimo del terzo ex presidente di Agsm Paolo Paternoster, oggi parlamentare ed esponente di spicco della Lega di Matteo Salvini. Paternoster scrive (e il Mattino di Verona la pubblica in esclusiva) una lettera al presidente di Agsm Daniele Finocchiaro, il quale alla fine, se continua così, finirà allo spiedo nonostante gli aiuti mediatici dei soliti mercenari e della Barabino & Partners di Milano, già usata da lui in Glaxo. Ci dispiace perché uomo di valore. E’ tirato per la giacca a realizzare questa fusione dove, se a Verona sono arrabbiati a Vicenza sono furibondi. Torniamo alla lettera che scrive Paolo Paternoster, Onorevole Deputato della Repubblica, a Daniele Finocchiaro: “Egregio presidente dottor Finocchiaro, la presente per comunicare che il sottoscritto si sente profondamente offeso per il vergognoso atteggiamento tenuto dal vostro consulente, rappresentante dell’advisor Roland Berger per la fusione con A2A, durante il meeting in oggetto. Mai mi era capitato di assistere, durante una pubblica riunione e davanti ad una platea così qualificata, ad un comportamento così infantile, oltre che maleducato. Come ho già espresso al signor sindaco di Verona e al signor presidente del Consiglio Comunale di Verona, pretendo pubbliche scuse da parte Vostra. Ritengo, inoltre, che tale azienda non debba più presenziare, rinunciando al mandato, nelle attività di cui all’oggetto. Deridere continuamente chi cerca di dare il proprio contributo per un’operazione industriale così complessa come quella citata, rappresenta quanto di peggio possa succedere. Le ricordo che parlamentari e consiglieri regionali sono stati invitati dal signor Sindaco per cercare, tutti assieme, di dare il massimo affinché ad Agsm venga riservato il meglio, cioè un grande futuro che merita un’azienda patrimonio della nostra città da oltre 120 anni. In queste riunioni è emersa la contrarietà di molti e la perplessità di tanti altri ma ciò non Vi da l’autorità di farci trattare in un modo così incivile. Se pensavate di svolgere i vostri comizi davanti ad un pubblico silente, disinformato e accondiscendente a priori, vi siete tutti sbagliati di grosso. Noi rappresentiamo la città, che non vuole questo accordo nè tanto meno una fusione fatta all’insaputa di tutti e nell’interesse di pochi. Avrò modo di sottolineare quanto sopra anche personalmente e pubblicamente davanti alla stessa platea, nella prossima riunione che il Sindaco vorrà eventualmente organizzare. Nel frattempo, penso di essere stato sufficientemente chiaro”.















