“Esercenti e imprese non sgravati da tasse, poli museali e culturali ancora chiusi e lasciati al caso, si veda il Cortile di Giulietta dove si entra di straforo, baite degli alpini aperte in Veneto ma non a Verona. Sboarina, pigro come al solito, si muove in ritardo e blocca la piena ripartenza della città. Vale per l’economia, la cultura e la socialità”. A dirlo Flavio Tosi, che spiega: “Mentre a Bologna il Sindaco Merola riduce la Tari dal 25% al 50% per le attività economiche penalizzate dall’emergenza Covid e ne fa slittare il pagamento a fine anno, da noi esercenti e imprese non hanno ricevuto alcun aiuto in tal senso, nonostante il Comune abbia 35 milioni di euro disponibili. Non bastasse, abbiamo poli culturali, museali e turistici ancora chiusi e il caso del Cortile di Giulietta, simbolo turistico della nostra città, è emblematico del pressapochismo che caratterizza l’attuale Sindaco, che dal 2017 ha abbandonato il progetto di riqualificazione del sito e che oggi quel sito non ha nemmeno l’acume di riaprirlo”. “Sboarina infatti – continua Tosi – ha deciso che il Cortile di Giulietta resta ufficialmente chiuso almeno fino a luglio perché il Comune non è in grado di gestire eventuali assembramenti, tuttavia il cancello d’accesso è aperto perché dentro il cortile c’è il negozio di numismatica che ha ripreso l’attività. La gente quindi entra da lì, o di straforo da un negozio di via Cappello. Insomma, si accede comunque ma senza sorveglianza comunale, a causa di un Sindaco che non ha il coraggio di assumersi alcuna responsabilità e di creare al Cortile un accesso ordinato”. Infine, dice Tosi,”c’è la vicenda delle baite degli alpini, marginale solo in apparenza. Quelle sono un luogo di socialità e da ordinanza regionale di Zaia avrebbero potuto riaprire dal 25 maggio, eppure a Verona sono ancora chiuse. Sboarina si muove solo ora con due settimane di ritardo perché qualcuno giustamente ha cominciato a protestare”.













