I sindaci della Provincia di Verona fanno quadrato e vogliono vederci chiaro sugli effetti nocivi e collaterali delle potentissime antenne del 5G. Una tecnologia controversa e in parte sconosciuta che necessita di ponti, tralicci e pannelli che verranno piazzati un po’ dappertutto. Portavoce di tutti è Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona che ha dato il via ad un confronto on-line tra i primi cittadini dei comuni veronesi su questo argomento. Sugli effetti collaterali del 5G si sa molto poco e poco dicono anche i rappresentanti dell’Arpav. Forti dubbi invece sono arrivati sulla salubrità degli impianti da parte degli avvocati amministrativi. L’innovazione tecnologica per molti provocherebbe gravi rischi alla salute ma intanto i tralicci, piano piano, spuntano come i funghi. Mentre Scalzotto dialoga con i suoi colleghi primi cittadini, i rapporti sono stati delegati al consigliere provinciale Sergio Falzi che si occupa ed è esperto in temi ambientali. Va ricordato che il 5G stravolgerà il mondo delle telecomunicazioni perché garantirà in modo esponenziale la velocità e la qualità di trasmissione dei dati rispetto ad oggi. Questa tecnologia però amplierebbe tantissimo i campi elettromagnetici che potrebbero far sviluppare gravi malattie, in particolare alcuni tipi di cancro. Sono molti i movimenti spontanei per bloccare la rete telefonica di quinta generazione e molti sono anche i sindaci assolutamente contrari ad esporre il proprio Comune ad un rischio di questo tipo. Il primo a muoversi è stato Roberto dall’Oca sindaco di Villafranca che ha firmato un’ordinanza che vieta, in via cautelativa, l’istallazione sul tutto il territorio comunale di queste apparecchiature, giocando di fatto in anticipo.
















