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Catullo conti in ordine passeggeri record nel 2019 ora ko

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L’aeroporto Catullo, presieduto da Paolo Arena ed amministrato da Michele Cazzanti ha presentato il bilancio dell’esercizio al 31 dicembre 2019, che aldilà delle frecciate e delle polemiche lanciate dalla Fondazione Cariverona, segna il record del traffico di passeggeri più elevato della storia della società. Il fatturato totale è di 50,9 milioni con una EBITDA di 11,3 milioni ed un utile netto di gruppo pari a 2,4 milioni (+ 9 milioni rispetto al 2018). L’aeroporto di Verona nel 2019 ha gestito 3.638.088 di passeggeri, registrando un incremento del + 5,2%, superiore alla media nazionale che è stata del +4%. L’offerta posti è aumentata del 3,6% rispetto al 2018 e il load factor è stato pari al 77%, in incremento di un punto sul 2018. Il 2019 ha confermato la vocazione internazionale dello scalo, con 2,3 milioni di passeggeri che hanno volato da e per destinazioni internazionali, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente.   La componente nazionale, con 1,3 milioni di passeggeri, è cresciuta del 10%. Il Catullo, che con la crisi conseguente alla diffusione del coronavirus è chiuso ai voli commerciali fino al 17 maggio, come da Decreto del Ministero dei Trasporti del 5 maggio,  è comunque già pronto per ripartire, con misure che garantiscono la sicurezza della salute di passeggeri e operatori e comprendono, tra le altre, l’utilizzo di termoscanner e la ridefinizione degli spazi in considerazione dell’obbligo di distanziamento tra persone. La Società è in costante dialogo con tutti i vettori che volano sull’aeroporto per la ripartenza del traffico in condizioni di piena sicurezza. Per quanto riguarda l’aeroporto di Brescia Montichiari ha movimentato 30.695 tonnellate di merci nel 2019, in aumento del +29,1% rispetto al 2018, a fronte di una media nazionale che è diminuita del – 3,2%. Attualmente lo scalo è aperto solo al traffico merci e sta registrando valori importanti, con 2.479 tonnellate movimentate a marzo (+ 19,1%), grazie al ‘traffico e-commerce’ di Poste Italiane e Dhl Express, a fronte di una media nazionale in diminuzione del -33,9%. Nel periodo gennaio-marzo, il traffico merci di Brescia è stato di 8.549 tonnellate, con una crescita del +41% rispetto allo stesso periodo del 2019, a fronte di una media nazionale in decremento del -13,5%. Sul Catullo arrivano le critiche di Michele Bertucco consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, il quale sottolinea e si domanda perché rimane chiuso e attacca la Lega. “L’aeroporto Catullo di Verona non rientra tra gli scali italiani che verranno riaperti in base al Decreto n. 194 dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Salute del 5 maggio 2020”.

Michele Bertucco

Nel testo del Decreto si scrive: “ … Per il trasporto aereo, in considerazione delle richieste pervenute dai gestori aeroportuali, della collocazione geografica degli aeroporti in grado di servire bacini di utenza in modo uniforme sul territorio e della capacità infrastrutturale degli stessi, nonché della necessità di garantire i collegamenti insulari, l’operatività dei servizi è limitata agli aeroporti di: Ancona, Bari, Bergamo Orio al Serio, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze-Pretola, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Torino e Venezia Tessera”. Bertucco aggiunge: “Verona, da quanto si legge, non avrebbe richiesto la riapertura e quindi non rientrerebbe tra gli aeroporti aperti. Le motivazioni per le quali l’Aeroporto di Verona non ha chiesto la riapertura non sono note. L’aspetto singolare di tutta questa vicenda è il fuoco e fiamme scatenato dai parlamentari della Lega (Comencini e Valbusa) e dal commissario provinciale nonché assessore comunale della Lega Nicolò Zavarise che se la prendono con la cattiva gestione del Catullo. Gli smemorati dimenticano che nella società la maggioranza è in mano ai soci pubblici e i tre enti pubblici sono tutti a guida centro destra e in 2 casi i Presidenti della Provincia di Verona e di Trento sono leghisti. I patti parasociali contro i quali si scaglia Zavarise sono stati prorogati più e più volte dall’attuale sindaco Federico Sboarina che Zavarise dovrebbe conoscere bene e il partner industriale (SAVE) che vista la debolezza degli enti pubblici riuniti nella società Aerogest srl è il vero padre padrone dell’aeroporto Catullo è stato scelto con una procedura che è stata avvallata dalla Lega (sindaco Tosi ancora leghista) e che noi abbiamo sempre considerato fuorilegge. Save era stata fatta entrare dalla porta di servizio attraverso l’acquisizione delle quote del Comune di Villafranca al fine di ripulire un po’ i conti dai debiti accumulati dagli stessi soci pubblici e Save ha sempre avuto come primo pensiero lo sviluppo dell’aeroporto di Venezia. Altro che sistema del Nord-Est…”.



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