Home Prima pagina Fase 2. Si apre tra permessi, divieti, rabbia, proteste e tasche vuote

Fase 2. Si apre tra permessi, divieti, rabbia, proteste e tasche vuote

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E’ arrivato il 4 maggio, e scatta la fase 2 dell’emergenza Covid-19. La cerniera dello Stato centrale va un po’ giù e con nuove regole fa ripartire una parte delle fabbriche, la libertà di movimento e una parte limitata delle attività commerciali. Per fortuna il Governatore del Veneto Luca Zaia ne corregge una parte, ce lo ricorderemo tutti. Per ora dobbiamo rimanere nelle nostre Regioni, però è evidente a tutti che non c’è gioia e che le misure adottate sono assolutamente insufficienti. Più grande delle decisioni del governo sono la rabbia la protesta e la paura di chi non può tornare al proprio lavoro e riaprire le proprie attività, sopratutto per chi non sa se avrà ancora un lavoro. Il nostro Paese ha dimostrato un grandissimo senso di responsabilità, oggi i milioni di cittadini che hanno obbedito, incominciano a capire che le misure adottate sono in parte arbitrarie, limitate, a volte demenziali. Se l’obiettivo primario è quello di tutelare la salute si è dato un colpo al cerchio e uno alla botte. A Verona, città turistica, e sul Lago di Garda la protesta sta montando alle stelle. Tra ciò che serve alla Nazione e chi la governa esiste una distanza abissale. Serve un diluvio di liquidità che non arriva. Il poderoso intervento da 400 miliardi, tanto annunciato dal Presidente del Consiglio, rimane uno specchietto per le allodole, e anche per le piccole imprese i finanziamenti sono stati fino ad oggi ridicoli. I tempi poi, si spera in un intervento dell’Abi sulle banche, sono rimasti biblici. Se dobbiamo credere ai dati del medio credito centrale al primo maggio i finanziamenti erogati sono 350 inferiori ai 25.000 euro per un totale di 7 milioni. Le richieste autorizzate in Veneto 1.948, numeri briciola, patetici ed inaccettabili. La protesta ora monta come la panna montata. Dice bene il Presidente di Confcommercio Paolo Arena, “Ogni giorno di ritardo sulle riaperture è una condanna a morte per decine di attività”. I commercianti per ora sono scesi in piazza domenica ed oggi al grido #nonstaandandotuttobene, se continua così la prossima volta al posto dell’hashtag penderanno i bastoni. Tutti sperano in un’anticipazione delle riaperture programmate il primo giugno.

Achille Ottaviani


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