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Domenica 19 aprile. La mini rassegna stampa della pagina Facebook di Lillo Aldegheri

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Su La Stampa, Maurizio Molinari: “La pandemia Covid 19 è una crisi globale e in quanto tale sta modificando i rapporti fra gli Stati, innescando dinamiche inattese su quello che sarà il nuovo assetto internazionale…I1 primo, e più cruciale, dubbio riguarda l’equilibrio di forza fra Usa e Cina perché si tratta delle due potenze che già prima delta pandemia erano in lizza per la leadership globale, duellando tanto sul commercio che sulla sicurezza. Al momento la pandemia sembra indebolire entrambe. La Cina è la Nazione da dove il virus si è originato, non ha saputo prevenire la diffusione del contagio e dunque, nonostante i risultati positivi nella lotta al Covid 19 in patria e gli aiuti che sta inviando all’estero, ha perduto una parte importante della credibilità a cui affidava l’ambizione a guidare la globalizzazione. Gli Stati uniti da parte loro sono stati colti di sorpresa da una minaccia che già aveva investito l’Europa e, nonostante un’imponente mobilitazione dì risorse, sembrano al momento la nazione più colpita – dal punto di vista economico e sanitario – sollevando dubbi sulla capacità di mantenere la leadership globale quando la pandemia sarà passata. Il secondo interrogativo riguarda il tentativo di Cina e Russia di far implodere l’Occidente: le “interferenze maligne”, come le definisce la Nato, sono in corso almeno dal 2016 e continuano durante la pandemia”.

Su Il Fatto, Alessandro Di Battista: “Ci spingeranno a indebitarci per poi passare all’incasso, ma abbiamo delle carte da giocare. In primis il fatto che senza l’Italia la Ue si scioglierebbe come neve al sole. Poi un rapporto privilegiato con Pechino che, piaccia o non piaccia è anche merito del lavoro di Di Maio. La Cina vincerà la terza guerra mondiale senza sparare un colpo e l’Italia può mettere sul piatto delle contrattazioni europee tale relazione”.

Su Il Sole 24 Ore, Sergio Fabbrini: “La pandemia indotta dal Covid-19 è destinata a creare, per la sua magnitudine e per la sua natura, diseguaglianze formidabili tra Stati (oltre che tra cittadini e gruppi al loro interno). La crisi pandemica è una crisi simmetrica con effetti asimmetrici. È simmetrica in quanto coinvolge tutti gli Stati membri della Ue, nessuno dei quali è responsabile per essa. La crisi ha però effetti asimmetrici in quanto alcuni Stati ne sono colpiti più di altri…Se le economie più colpite dal Covid-19 (come la nostra) dovranno basarsi su prestiti per ripartire, allora è indubbio che la loro distanza dalle economie meno colpite aumenterà ancora di più. I Paesi del sud, infatti, non potranno rilanciarsi economicamente come i Paesi del nord, avendo già margini ridotti di azione fiscale, per di più appesantiti dai nuovi prestiti da ripagare…per neutralizzare gli effetti diseguali della pandemia, la ripresa economica dovrà essere sostenuta da un debito comune europeo”.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera: “I cieli non sono mai stati così limpidi, ci assicurano i satelliti dell’Ente spaziale europeo. «È la prima volta che vedo questo effetto di ripulitura dell’aria in un’area così vasta», sostiene una ricercatrice della Nasa. L’acqua è tornata limpida persino in laguna, a Venezia. È il paradiso terrestre sognato da Greta Thunberg, quel cielo di Lombardia così bello quand’è bello, è il Nuovo Mondo invocato da Jeremy Rifkin…Un paradiso terrestre da cui però è scomparsa l’umanità, in segregazione domiciliare per via della quarantena…Nei confronti dell’ambiente abbiamo commesso imperdonabili errori, ma il progresso (che ci ha consentito di realizzare tantissimi sogni, tra cui il web) ha un costo: «Sogni gratis non ce ne sono, è sempre una questione di energia» (Antonio Pascale). Acqua azzurra, acqua chiara ma anche benessere, salute pubblica e acqua calda. Non ci resta che la via del compromesso tra il rispetto dell’ambiente e l’irrinunciabile: è la via più difficile, la più complessa ma la sola praticabile. Altrimenti la decrescita felice sarà solo infelicità crescente, un accidioso lockdown”.

Vittorio Feltri su Libero: “Qui al Nord in particolare la gente è impaziente…La mentalità corrente specialmente al Sud è nota: il Meridione è una terra affascinante e ricca di umanità, invece la Pianura padana e le Prealpi sono abitate da uomini e donne che puntano solo al denaro, fregandosene degli stornellatori. Il loro Dio sono profitto e fatturato. Luoghi comuni, pregiudizi…I “nemici” nostri però non devono esagerare, perché prima o poi i bollenti spiriti bossiani rischierebbero una nuova edizione. Monta a Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Treviso eccetera la ribellione alla dittatura roman-foggiana. Nelle succitate zone è sul punto di maturare la volontà di mandare al diavolo la capitale e dintorni, prende corpo la minaccia di non fornire più un euro agli spreconi che amministrano male lo Stato. Il primo ad aver lancia- to l’allarme è Fedriga, governatore leghista del Friuli, il quale ha dichiara- to di tagliare l’invio nella Città eterna di qualsiasi contributo. Ha talmente ragione che a lui si sono uniti subito, nel nobile intento di fottersene del governo, il Trentino e l’Alto Adige. Manca soltanto la Lombardia per creare una frattura tra le due Italie divise da una antipatia reciproca che si era sopita e che le polemiche sul virus hanno risvegliato in modo drammatico. Attenzione, manutengoli ingordi, a non tirare troppo la corda…Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata”.

Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera: “L’unico assembramento che non si riesce a disciplinare è quello di esperti e consulenti coinvolti nell’emergenza pandemica: 15 task force per un totale di 448 persone…La curiosità è che la moltiplicazione e la sovrapposizione degli esperti avviene anche da parte della forza politica (Cinque Stelle) che ha fatto della riduzione dei parlamentari un inutile cavallo di battaglia. La scuola, lasciata in secondo piano, è un esempio significativo. Altrove riapre per agevolare anche il lavoro dei genitori. Da noi no…Tutto questo agitarsi disordinato di task force, comitati, iniziative anche lodevoli seppur sparse, cela una paura che è persino superiore a quella del virus. La paura di scegliere, di soppesare i rischi di varia natura per il bene collettivo, guardando avanti e non al giorno per giorno da parte di chi è stato eletto o nominato per questo. Si chiama leadership…Angela Merkel ha spiegato in poche e semplici parole ai suoi concittadini rischi e doveri del «distanziamento sociale». Quando l’autorità è autorevolezza…È necessario dunque un cambio di passo…Un percorso nel quale sia chiaro chi ha la responsabilità delle decisioni. Nomi e cognomi. Senza l’alibi della risposta certa della scienza che non potrà mai venire allo stato attuale. La scelta sarà solo politica…Sostenere che le colpe eventuali sono solo dei tecnici (nominati da chi?) suona infantile e arrogante. Non aiuta certo ad accrescere la fiducia dei cittadini disorientati. E lascia scoperti eserciti stremati di combattenti in prima linea. Nella storia italiana è già successo”.

Su Il Manifesto, Enrico Pugliese: “La frutta e la verdura soprattutto al Nord rischiano di non essere raccolte se i migranti non arrivano. Ed allora si invocano corridoi umanitario-vegetali per far venire gli stagionali: è la sofferenza per la frutta e la verdura che intenerisce non quella dei lavoratori. D’altra parte soprattutto nel Mezzogiorno gli immigrati dell’agricoltura bloccati nei ghetti sono spesso irregolari e non possono muoversi per andare a lavorare. Rischiano fermi di polizia, fogli di via, rimpatri forzati…E il problema non riguarda solo gli irregolari nelle campagne. Nelle stesse condizioni si trovano badanti e soprattutto lavoratori domestici delle grandi città. Neanche essi possono muoversi e andare lavorare perché corrono gli stessi rischi…Anche per loro è urgente la regolarizzazione. Non è solo una questione di frutta e verdura”.

Marco Travaglio su Il Fatto: “La ricerca internazionale pubblicata su Condensed Matter, che usa la fisica quantistica per calcolare il fattore di successo dei provvedimenti adottati dai vari Paesi e colloca quelli italiani subito dietro Cina e Sud Corea e davanti al resto del mondo. Piccole soddisfazioni per chi ha sempre sostenuto che questo fosse il peggior governo possibile a eccezione di tutti gli altri…ci aiuta a restare ancorati alla realtà: quella di un Paese governato, almeno a Roma, da persone per lo più perbene e con la testa sul collo, che ci hanno evitato la catastrofe (pressoché certa con i cazzari che vogliono la testa di Conte) e accompagnati in poco tempo fuori dall’emergenza (al netto dei dati di Lombardia e Piemonte), con qualche speranza anche per la Fase 2. Di questa realtà oggettiva non c’è traccia nella narrazione politico-giornalistica dominante, improntata al più lugubre Funeral Party. Ti dicono che siamo peggio della Cina, poi si scopre che la Cina s’è scordata qualche decina di migliaia di morti…Co- me quando tutti davano per certa la procedura d’infrazione Ue contro i gialloverdi, con agognata Apocalisse, poi ci restavano male perché Conte ogni volta la sventava. E allora come oggi si confermava – per citare Flaiano su Cardarelli – il più grande premier italiano morente”.

Sul Corriere della Sera, Aldo Cazzullo: “Piacciano o no, Matteo Renzi e Matteo Salvini sono gli unici leader di partito espressi dalla politica italiana dai tempi di Prodi e Berlusconi. Chi comanda nei Cinque Stelle — Grillo, Casaleggio, Di Maio? — non si è mai capito bene. Altre figure hanno goduto di largo consenso: Monti all’inizio del suo governo; Gentiloni; ora Conte. Ma nessuno di loro era un leader politico: Monti ha fondato un partito che ora non esiste più; Gentiloni è a Bruxelles; vedremo cosa farà in futuro Conte…Renzi ha fatto cose giuste, dagli 80 euro all’articolo 18, ma ha commesso l’errore della vita legando le sue sorti al referendum istituzionale. Più in generale, Renzi non si è reso conto che la sua narrazione ottimista del Paese non trovava riscontri nell’umore popolare. Dopo la sconfitta del 4 dicembre 2016 avrebbe dovuto sparire; invece si è incaponito, fino a fondare un suo piccolo partito. Anche Salvini ha commesso un errore grave, nell’estate del Papeete, ma ha pagato un prezzo inferiore. Ora dovrebbe imparare a non decidere in base all’ultima tendenza dei social — con il rischio di proporre un giorno di chiudere tutto e poco tempo dopo di riaprire, per poi richiudere —, e a non comportarsi come il capo di una minoranza organizzata che difficilmente potrebbe rappresentare a lungo liberali, cattolici, moderati”.

Su Il Sole 24 Ore, comunicato sindacale dei giornalisti: “Il comitato di redazione del Sole 24 Ore prende con fermezza le distanze dai contenuti dell’articolo dal titolo “L’economia ferma e il dubbio sui decessi in Italia”, a firma di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, apparso nella serata di venerdì 17 in una sezione del nostro sito. Ogni forma di censura, anche delle opinioni più distanti, è lontana da noi: per questo non abbiamo chiesto che il contenuto fosse cancellato. La nostra testata si è, però, distinta negli anni per la qualità degli interventi che ogni giorno ospita. Troviamo, allora, sorprendente che un tema così delicato e triste come la morte di migliaia di italiani in queste settimane venga trattato sulla base di analisi che pochissimo hanno di scientifico.Nell’articolo leggiamo, testualmente, che «non è la mortalità eccessiva a livello nazionale che giustifica il blocco prolungato dei diritti e della vita degli italiani». Sono parole che preferiamo non commentare in giornate nelle quali, purtroppo, i morti a causa del Covid-19 si contano nell’ordine di centinaia ogni giorno. Chiediamo, allora, alla direzione del Sole 24 Ore massima attenzione nella selezione dei contenuti che la testata ospita. Ci pare che stavolta ce ne sia stata molto poca.Questi commenti, come recita la nota in testa al pezzo, «non impegnano la linea editoriale del giornale». Aggiungiamo che lasciano sgomenti i giornalisti del Sole 24 ore.”



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