Dopo la bomba dell’esplosione della pandemia nelle case di riposo per anziani, ce n’è un’altra con la miccia già accesa. Sono le carceri. Tra queste anche quelle di Verona a Montorio. La Direttrice Maria Grazia Bregoli è una donna dal pugno di ferro ma con il guanto di velluto. Esiste un sovraffollamento, e all’interno monta il desiderio di rivolta. Il rischio è doppio, ribellione e pandemia. Un problema che nel Veneto non riguarda solo Verona, ma anche Padova. A Verona, nonostante il numero di reati registrati abbia avuto un crollo verticale dal 21 febbraio, quindi anche arresti e trasferimenti nel carcere sono nettamente diminuiti, la popolazione di Montorio è in grande e pericolosa agitazione. Sull’argomento si è mossa anche la Corte di Cassazione che ha inviato a tutte le procure italiane, inclusa quella scaligera guidata da Angela Barbaglio, una direttiva molto chiara che richiama al buon senso. Esiste un grave problema di sovraffollamento, dice la Cassazione, e in un’emergenza come questa non possiamo andare ad aggravare una situazione già complessa. In pericolo non c’è solo la salute dei detenuti ma anche di chi lavora nella casa circondariale. E’ un equilibrio complesso. Serve tenere alta la guardia, e grande stabilità, non sottovalutando la grande agitazione tra i detenuti, che a Montorio potrebbe esplodere da un momento all’altro.













