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Nasce “l’inno dei medici” scritto da Mogol

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Nell’ensemble di dottori musicisti anche Marco Caminati, medico e ricercatore in ateneo.

Un video musicale per raccomandare ai cittadini di restare a casa. A realizzarlo, questa la particolarità, è stata la Federazione italiana delle società medico scientifiche (Fism), con il patrocino del Ministero della Salute, grazie al contributo di medici specialisti, che sono anche musicisti e cantanti, i quali, pur impegnati in un momento così difficile, hanno voluto trovare il tempo, tra un turno e l’altro, per prendere gli strumenti in mano e rilanciare l’invito ai cittadini a restare a casa.

Del gruppo fa parte il dottor Marco Caminati, ricercatore nel dipartimento di Medicina dell’ateneo, che ha messo a disposizione dell’ensemble di medici la sua esperienza di trombettista.

Il testo è stato scritto appositamente per loro dal maestro Giulio Rapetti Mogol che ha rivisto le parole originarie de “Il mio canto libero”, il classico della canzone italiana scritto con Lucio Battisti.

È così nata l’idea di interpretare la canzone, ovviamente a distanza, mettendo a valore le capacità musicali di tanti professionisti delle corsie di tutta Italia per sottolineare come il difficile lavoro negli ospedali debba essere sostenuto dall’impegno di tutti.

Ne è nato un vero e proprio inno che, pur nella fatica, non abbandona la speranza. Come recita il testo “adesso resta a casa, esci solo a far la spesa… domani un nuovo giorno sarà”.

“L’aspetto originale di questa iniziativa”, spiega Caminati, “è che è stata realizzata interamente da un piccolo gruppo di medici musicisti e cantanti, che non si conosceva prima, e ognuno a distanza, nel pochissimo spazio libero in ospedale o da casa, in tempo record, ha inviato il proprio contributo di musica e canto, registrato con il cellulare. Complice un sapiente mixaggio delle tracce, ne è nato un vero e proprio inno, un piccolo miracolo insomma, che ci ha permesso di “distrarci” un po’ e di veicolare qualche messaggio e qualche emozione”.



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