Se n’è andato qualche giorno fa un politico di razza della vecchia guardia. Aventino Frau. Bresciano di nascita ma veronese di adozione politica. Aveva un nome curioso, Aventino. Per destino “sull’aventino politico” non c’è mai stato. Vecchio democristiano poi Forza Italia, è stato sindaco di Gardone e per più volte parlamentare, si è seduto in provincia nell’Amministrazione Provinciale di Verona e per anni in carica come Presidente della Comunità del Garda. Quel Garda che amava moltissimo e dove ha vissuto gran parte della propria esistenza. Aventino aveva un debole oltre alla politica, era un amante della carta e dell’informazione, ne era quasi un fanatico e io l’ho conosciuto bene. A Brescia fece nascere “Brescia Oggi”, e nell’hinterland del Garda infinite iniziative editoriali. Uomo di grande cultura e dialettica, ha scritto un infinità di libri e libercoli sulla politica, sulla sua scienza e sull’Italia. Anche se da sempre malato di diabete la passione politica non lo faceva stare fermo. Ricordo un episodio di un pranzo a casa mia dove improvvisamente, nel bel mezzo, incominciò ad impallidire e sudare. Senza battere ciglio, davanti a tutti, aprì una scatoletta e si infilò una siringa nella pancia, rimanemmo tutti esterrefatti e lui ridendo ci disse: “mi tocca, non ho alternative” e continuò come nulla fosse accaduto. Anche Frau, come scrive San Paolo, “ha terminato la sua corsa”. La sua vita è stata intensa, piena di successi e come tutte con alcune difficoltà e molti tradimenti da parte degli amici. Aventino non si è mai arreso e riusciva a modificare la sua attività politica in funzione delle condizioni fisiche. Lo ha fatto fino all’ultimo respiro. Una curiosità: già a letto fu lui a consigliare a Michele Croce il nome Prima Verona. Ora, dopo tante corse riposa in pace Aventino, te lo meriti. Ti ricorderemo.
Achille Ottaviani













