Ci hanno provato in tutti i modi a spostare i processi legati al crack della Popolare di Vicenza nella capitale a Roma, il cui tribunale da anni è chiamato “il porto delle nebbie”, a buon intenditor poche parole. I processi nei confronti della banca guidata da Gianni Zonin restano in Veneto, nessun trasferimento a Roma. Un gruppo di azionisti della Banca Popolare di Vicenza ha ottenuto un importante provvedimento favorevole della Corte Di Cassazione nei processi promossi contro Banca d’Italia e Consob per omessa vigilanza sulla banca vicentina. La Banca d’Italia aveva infatti rifiutato la giurisdizione dei tribunali veneti di Venezia, Padova e Vicenza. In tutti i modi si voleva che la competenza fosse del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio a decidere su ogni situazione riguardante l’eventuale responsabilità della Banca d’Italia e di Consob. Se così fosse avvenuto avrebbe comportato un notevole rallentamento dei processi, e sopratutto uno spostamento delle decisione riguardanti le banche venete dai tribunali del territorio in altre sedi. Un successo insperato e importante per tutti i risparmiatori danneggiati, e una rivincita sulle autorità di vigilanza di Banca d’Italia e Consob per i danni conseguenti alla mancata, ritardata e inadeguata vigilanza nei confronti delle banche e degli intermediari. Un successo in particolare per l’industriale calzaturiero Renè Caovilla, portabandiera delle istanze contro Banca Italia e Consob.













