Coronavirus: basta caffè al banco nei bar, solo servizio ai tavoli. Ma sale la protesta: “E’ una cavolata”. Nel frattempo arrivano le prime sanzioni per i trasgressori (come se la crisi non bastasse).
I gestori dei bar sono a dir poco in imbarazzo con il nuovo decreto del Governo sul Coronavirus.
Si possono servire solo i clienti che si sono seduti ai tavoli, e non più quelli che si fanno dare il caffè (o altro) al bancone. Misure per evitare e frenare il contagio, che però stanno creando qualche difficoltà a baristi e imprenditori del settore. E c’è chi definisce questo specifico provvedimento “una cavolata”. “Come facciamo a obbligare le persone a sedersi?” – si chiedono -. “E’ anche una forma di cortesia verso i nostri clienti. E poi, che differenza fa se uno si siede o rimane al banco? Io devo servirlo e devo avvicinarmi lo stesso”.
«Queste disposizioni ministeriali sono inapplicabili in diversi casi. O comunque molto difficili da rispettare». Filippo Segato, il segretario regionale della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi, quasi 13mila associati in Veneto) è molto scettico sul nuovo decreto ministeriale per ristoranti, pub, bar e comunque locali pubblici che impone la distanza di un metro da persona a persona in ristoranti, bar e pub (il cosiddetto droplet).













