“Il Dpcm non aiuta a far chiarezza ma al tempo stesso il sindaco di Verona, che ad ogni manifestazione in Brà è pronto a scendere in piazza, non dà loro alcuna risposta e alcuna proposta per quanto di sua competenza”, incalza in aggiunta Flavio Tosi che era in piazza con i manifestanti. “Dallo scorso aprile abbiamo avanzato a lui e all’amministrazione tutta una serie di proposte per andare incontro anche alle difficoltà economiche con le quali devono lottare gli operatori anche del mondo sportivo e sociale, ma non ha mosso un dito”, prosegue Tosi.
“Anche lo sport ormai ha perso la pazienza”. Così commenta il consigliere Alberto Bozza dopo la manifestazione, l’ennesima, svoltasi in piazza Brà. “Coloro che lavorano nel mondo dello sport ormai sono al collasso dopo la prima batosta subita durante il primo look down, oggi chiedono di poter continuare a lavorare in totale sicurezza per sè e per i tanti giovani che frequentano gli impianti sportivi”, continua Bozza.
“A distanza di ormai 8 mesi nessuno di loro ha avuto un provvedimento con il quale veniva sgravato da qualche costo o dato qualche contributo”, precisa Tosi.
“Così non va bene – aggiunge Bozza-. Come non va bene scaricare le interpretazioni del Dpcm al Prefetto, si perché ci giungono segnalazioni da parte di operatori dello sport che dopo aver sottoposto quesiti e chiesto autorizzazioni al proseguimento delle attività sportive al sindaco Sboarina, lo stesso si sia limitato e riportare le disposizioni del Dpcm e abbia rimandato ogni ulteriore risposta al Prefetto di Verona”.
“Siamo in un momento difficile e complesso, ne siamo tutti consapevoli, ma è doveroso – concludono i consiglieri comunali della Lista Tosi – che chi ha ruoli istituzionali ad ogni livello faccia la propria parte con coraggio e si assuma, in un senso o nell’altro, la responsabilità delle decisioni e non scarichi sempre e solo, per comodità o convenienza a singhiozzo, su altri. I nostri cittadini chiedono certezze e chiarezza, in un momento così delicato è d’obbligo dare risposte e soluzioni concrete che non può essere solo quella di scendere in piazza e limitarsi ad esprimere la sola, ma doverosa, solidarietà”.













