“L’approvazione della Provincia di Verona delle integrazioni al Protocollo 2013 fa emergere una conferma – il Comune di Verona ha mentito sul progetto preliminare – e una verità – tutti si sono dimenticati dei veronesi che subiranno l’esproprio delle proprie unità abitative”. Lo dichiara il Senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo, capogruppo Commissione Infrastrutture al Senato.
“Ormai è più che evidente che il Comune di Verona ha rallentato la realizzazione della TAV Verona/Pescantina. Ha tenuto fermo tutto per due anni e ha fatto credere che non avesse il progetto preliminare consegnato nel settembre 2018.
L’atto della Provincia di Verona è l’ulteriore conferma che il progetto preliminare esiste e che deve essere adeguato alla luce delle nuove richieste. La prima conferma era già stata la delibera di giunta 2020/273 del 2 settembre scorso, ovvero l’approvazione dell’atto integrativo del Protocollo stipulato tra Comune e Rete Ferroviaria Italiana nel maggio 2013.
Questo grave ritardo è stato uno dei motivi per i quali l’apertura della linea ferroviaria veloce verso nord è slittata dal 2026 al 2028/2029. Le bugie hanno le gambe corte!
Ancora più grave il fatto che, nonostante il progetto preliminare del 2018 contenesse anche gli espropri nelle zone di S. Massimo, Chievo e La Sorte, nell’attuale aggiornamento del Protocollo 2013 non se ne parla.
È assurdo che nell’atto integrativo non c’è alcun impegno del Comune verso i residenti che saranno espropriati delle loro abitazioni per consentire la costruzione delle gallerie previste.
Le schede tecniche del progetto preliminare 2018 contengono i terreni e gli immobili che saranno oggetto di espropri. Nonostante questo, non vi è alcun cenno alle compensazioni a favore dei residenti che saranno espropriati.
Eppure, ancora otto anni fa il Comune si era impegnato a trovare un terreno con caratteristiche analoghe alle zone interessate dai lavori ove ricostruire le nuove abitazioni. Cosa impedisce di procedere su questo fronte coinvolgendo i residenti interessati e rispettare i loro legittimi diritti?
Dopo tanti anni persi è più che doveroso che il Comune di Verona, considerato che conosce nel dettaglio gli immobili interessati dalle demolizioni, organizzi un tavolo per confrontarsi con gli espropriandi e lavorare con loro all’individuazione dei terreni ove ricostruire.
Inoltre, è necessario che il Comune si assuma la responsabilità di avviare subito un tavolo con le ferrovie per regolare con un accordo di programma i rapporti patrimoniali in gioco e volgerli a beneficio della comunità, in modo da non lasciare da soli i veronesi coinvolti dagli espropri.
Il Comune si sta macchiando di una grave responsabilità unita a quella di non voler istituire un osservatorio/infopoint presso il quale i residenti interessati, espropriandi e non, e chiunque altro possano avere tutte le informazioni possibili.
TAV VERONA-BRENNERO. REPLICA DELL’ASSESSORE SEGALA AL SENATORE D’ARIENZO.”ANCORA BUGIE. NON ESISTE NESSUN PROGETTO PRELIMINARE, COME MAI LUI NON LO SA?”
Sull’Alta Velocità Verona-Brennero, e di conseguenza anche per la tratta Verona-Pescantina, l’ultimo documento ufficiale approvato dalla giunta comunale a fine estate 2020 è l’atto integrativo del protocollo stipulato con Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) nel maggio 2013. Un’integrazione fortemente sollecitata dal Comune stesso e che per proseguire con gli step successivi necessita dell’approvazione di tutti gli altri enti coinvolti, a cominciare dalla Provincia, ma anche i comuni di Pescantina e San Pietro Incariano.
Finché il documento non sarà approvato e sottoscritto da tutte le parti interessate, la situazione rimarrà nello stato attuale delle cose, ovvero in totale assenza del progetto preliminare, il cui iter è conseguente all’ok definitivo dell’atto integrativo.
Ad oggi, quindi, sulla Tav Verona- Brennero, non esiste alcun progetto preliminare perché fino ad oggi non ci sono state le condizioni per permetterlo.
E in mancanza di un progetto che metta nero su bianco e definisca nei dettagli il tracciato della nuova linea ferroviaria, è prematuro avviare le procedure relative ai terreni che saranno espropriati.
Come spiega l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala, in risposta a quanto erroneamente affermato dal sentore Pd Vincenzo D’Arienzo.
“Come mai il senatore D’Arienzo non dedica la domenica alla famiglia invece che a fare comunicazioni fuorvianti? Una volta per tutte, chiarisco che il progetto preliminare tanto menzionato non esiste ancora perché le procedure per avviarne la redazione non sono ancora concluse. E mi stupisco che lui non lo sappia. L’integrazione al protocollo 2013 è stata sollecitata dal Comune di Verona che infatti l’ha approvata già l’anno scorso, ma finché tutti gli enti non lo avranno approvato per RFI non partirà il conto alla rovescia della progettazione e delle fasi successive. Quello che deve produrre RFI è proprio il progetto preliminare, oggi invece l’unico elemento di cui disponiamo è una linea rossa sul foglio.
Quello che più spiace, di questo atteggiamento irresponsabile, è far credere ai cittadini cose totalmente inesatte, con il rischio di creare solo inutili timori. Proprio pochi mesi fa, l’8 settembre 2020, ho incontrato il comitato di coloro che saranno espropriati, il loro legale insieme agli uffici dell’Urbanistica per esaminare le loro istanze. Ho mostrato personalmente tutte le carte e i documenti di cui siamo in possesso, e anche il testo dell’integrazione sottoscritta, con la promessa di rivederci non appena RFI ci avesse consegnato il progetto preliminare. Speriamo che l’arrivo del commissario migliori questa inedia. Ho comunque disposto che nei prossimi giorni dagli uffici dell’Urbanistica parta un sollecito ad RFI perché alcune delle manifestazioni arrivate al bando della Variante 29 possono essere nella fascia di rispetto della linea Alta Velocità del Brennero. Il condizionale è però d’obbligo, perché fino al momento in cui non avremo un progetto preliminare protocollato non potremo avere ufficiali fasce di rispetto da considerare nella pianificazione”.













