A tre anni dalla scadenza del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore, le legittime richieste di miglioramento delle condizioni lavorative, normative e salariali, dei lavoratori e delle lavoratrici del Trasporto Pubblico Locale continuano a non ricevere risposte.
Nonostante la disponibilità di più di 2 miliardi di euro destinati dal Governo al nostro settore, le Organizzazioni Sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna continuano a ricevere dalle Rappresentanze Datoriali proposte inaccettabili sul rinnovo del Contratto.
Chiarissima, da parte delle aziende, la volontà di utilizzare le perdite salariali del triennio 2018/2020 per incrementare gli utili dei propri bilanci, che nei prossimi mesi, anche grazie alla cassa integrazione a cui sono stati sottoposti i lavoratori e le lavoratrici, potrebbero rivelarsi meno catastrofici di quanto ci si aspetti.
Chiara la volontà di disconoscere i sacrifici patiti dalle lavoratrici e dai lavoratori, nonché l’abnegazione con cui essi hanno assolto al proprio compito anche nei giorni più bui del lockdown contribuendo fattivamente alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del Paese.
Lo sciopero indetto per Martedì 1° Giugno, che a Verona vedrà una grande manifestazione davanti alla Stazione di Porta Nuova, è la terza azione di protesta di una serie che è destinata a proseguire con sempre maggiore forza, convinzione e determinazione se l’atteggiamento delle Aziende non cambierà.
Non è certo questa la ripartenza che ci immaginavamo e che ci sarebbe piaciuto raccontare. Oltre a pesare economicamente sui lavoratori, lo sciopero si ripercuote anche sulla cittadinanza che usufruisce di un servizio fondamentale per la vita di un Paese moderno. A loro chiediamo comprensione e solidarietà, perché la nostra protesta va nella direzione di un suo miglioramento.













