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Nuovo stadio Pd: “Il sogno di Sboarina è un incubo per i cittadini. Che pensi a chiudere i cantieri del filobus

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“Con la capienza degli stadi limitata a mille posti, poco più di una rappresentanza di tifosi; una situazione sanitaria ancora di grave incertezza e di allarme; hotel e attività commerciali costrette a vivere alla giornata, e una occupazione sostenuta soltanto dalla volontà del governo di tenere bloccati i licenziamenti, Il Sindaco Sboarina ha il coraggio di insistere ancora con la propaganda sul nuovo stadio, progetto già claudicante prima della crisi e oggi praticamente segnato.

Ci domandiamo chi, in un tale contesto, possa avanzare previsioni economiche sensate su pubblico pagante e introiti delle attività economiche che dovrebbero rendere sostenibile il faraonico progetto di demolizione e ricostruzione in loco dello stadio Bentegodi. Il rischio, ammesso e non concesso che le banche accettino di finanziare un simile azzardo, è che il quartiere dello Stadio venga sacrificato ad un cantiere infinito, esattamente come oggi sta accadendo per i cantieri del filobus.

Sboarina ritorni con i piedi per terra: se non è in grado di chiudere nemmeno dei semplici cantieri stradali, come può pretendere di venire a capo di un progetto molto più complesso e temerario come il nuovo stadio?

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

Il gruppo Pd della Terza Circoscrizione

Cantieri filovia: scaduto anche “l’ultimo ultimatum” del Sindaco

Ad agosto il Sindaco dichiarava: “chiudere i cantieri avviati, che già hanno causato disagi ai cittadini, e le imprese risponderanno di eventuali nuove lungaggini, che non saranno più accettate”.

Nuova nota del Sindaco il quale avrebbe inviato il 15 settembre ad AMT una comunicazione per intimare all’associazione temporanea di imprese di chiudere i cantieri entro sette giorni.

Il termine dei sette giorni scade oggi 24 settembre 2020, ma i cantieri sono ancora deserti, nessun operaio presente, le insegne luminose che indicano i cantieri spente! Dove c’era l’asfalto ora c’è l’erba, l’abbandono e il degrado.

Anche il presidente di AMT aveva dichiarato di aver chiesto all’ATI di riprendere i lavori, ponendo come priorità il completamento dei cantieri aperti. Richiesta che dice essere stata rinnovato più volte, con ordini di servizio della Direzione Lavori, la chiusura dei cantieri prima della ripresa dell’anno scolastico, ossia il 14 settembre, in caso contrario AMT agirà di conseguenza.

Due termini di scadenza, il 14 e 24 settembre 2020 clamorosamente falliti.

Evidentemente le iniziative fino ad ora prese non hanno dato nessun esito positivo e quindi se ne deduce che le imprese non hanno trovato nessun accordo con AMT, almeno per la chiusura dei cantieri.

Per fare 800 metri di strada a San Michele ci sono voluti undici mesi invocando, a giustificazione dei ritardi, la stabilità del sottofondo stradale, il freddo, la pioggia e poi COVID19, tutte argomentazioni non plausibili. Ma il record è destinato ad essere abbondantemente superato dai cantieri di San Michele e Borgo Venezia.

Pare ci siano stati incontri con le imprese per cambiare progetto, ma che i risultati siano stati nulli.

Non ci si può accorgere dopo tre anni che il “progetto ereditato”, ma votato dallo stesso Sindaco quando era Assessore, deve essere ancora una volta cambiato e reclamare come causa il COVID 19 che nulla centra con il futuro della mobilità.

Al Sindaco spetta il compito di prendere le decisioni politiche conseguenti nei confronti del CdA di AMT e risolvere una situazione che assieme al Presidente di AMT ha contribuito a creare e rendere indifendibile il fermo cantieri e i tempi di esecuzione dei lavori.

Le news che si trovano sul sito di opera filovia sono ferme ad aprile, segno evidente che non sono in grado o nell’impossibilità di decidere, neanche di dare notizie certe.

I cittadini di San Michele sono prigionieri dei cantieri da otto mesi, gli autobus da otto mesi non possono circolare nelle vie dove ci sono i cantieri.

E’ mai possibile che in due anni sia stato progettato, realizzato e inaugurato il ponte di Genova e a Verona in quasi lo stesso tempo si sia riusciti solo a rifare qualche km di asfalto? Probabilmente c’è qualcosa che non funziona e il Presidente di AMT dovrebbe rendere conto ai cittadini che non ne possono più di questo rimpallo di responsabilità, vogliono solo tornare al più presto alla normalità.


Carlo Pozzerle, Partito Democratico VII Circoscrizione



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