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Moda “Made in Verona”: molte aziende rischiano di chiudere

Presentate in Regione le istanze delle piccole e medie imprese del tessile associate ad Apindustria Confimi Verona. Fatturati dimezzati e nessuna forma di sostegno da parte del Governo: una perdita che avrà ripercussioni economiche e sociali gravi 

Comunicato stampa | 9 febbraio 2021

Prospettive incerte, fatturati dimezzati per effetto della pandemia e nessuna forma di aiuto prevista dal Governo. È un momento complicato per il Made in Verona che opera nel settore del tessile. Per questo le piccole e medie imprese della moda scaligera associate ad Apindustria Confimi Verona si sono rivolte all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, chiedendo di intervenire dove lo Stato non è ancora arrivato. In assenza di risorse che possano far fronte alle perdite, da Venezia le istanze delle PMI veronesi saranno trasferite a Roma, alla Commissione attività produttive. 

«Nel Veronese, sono 30 le imprese iscritte alla nostra associazione che operano nel tessile, contano 2mila dipendenti per 600 milioni di fatturato. Per queste, nel 2020, è stato registrato un calo di fatturato del 50%. Una grave perdita, se si considera che la moda rappresenta un quarto del Made in Italy, che può avere ripercussioni economiche e sociali sull’intero Paese», segnalano Lorenzo Bossi, direttore di Apindustria Confimi Verona, e il referente associativo di settore, Carlo Barba. A sostenere la preoccupazione anche Manuel Maraschin, alla direzione di Apindustria Confimi Vicenza, e il consigliere regionale veronese Tomas Piccinini. 

Molte realtà imprenditoriali rischiano di chiudere i battenti, in un settore che presentava criticità ancor prima dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, fa notare il titolare della Denis srl, Dennis Patuzzo, tra i promotori dell’incontro con la Regione: la concorrenza delle catene internazionali di abbigliamento aveva già assottigliato i margini e messo in crisi gli imprenditori. Durante i mesi di lockdown la situazione è precipitata: molta merce è rimasta invenduta o non saldata; le continue chiusure e riaperture dei negozi, assieme all’impossibilità di spostarsi dalle regioni, hanno fatto il resto; inoltre le banche faticano a concedere credito né sono previsti Ristori da parte dello Stato. Aspetto, quest’ultimo, su cui Apindustria Confimi Verona ritiene fondamentale intervenire con azioni mirate.



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