FILOBUS: QUALE FUTURO?
ECCO IL “PIANO B” DI SBOARINA
La buona notizia è che il filobus sarà pronto subito dopo Pasqua, quella cattiva è che parliamo della Pasqua del 2026 che cadrà “media”, né bassa né alta, il 5 aprile. Il filobus invece sarà pronto dieci giorno dopo, il 15 aprile. Parliamo dello stesso anno in cui il Comune di Barcellona prevede di completare i lavori alla Sagrada Familia dopo ben 143 anni di tentennamenti e dibattiti. A Verona il dibattito sul mezzo di trasporto rapido di massa risale soltanto al 1989″, dichiara il consigliere comunale Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco.
Così scrivono il Sindaco di Verona Federico Sboarina e il presidente di Amt (che è sempre Barini, al momento) nella proposta di nuovo progetto inviata il 9 novembre scorso al Ministero dei Trasporti. Con i tempi si dilatano anche i costi: dai 142 milioni finora “asseverati” con contributo statale di 85 milioni, si passa a quasi 177 milioni (con un aumento di quasi il 25% dei costi!) di cui 106 a carico dello Stato.
Il rincaro si giustifica con l’introduzione dell’agognato sdoppiamento del percorso su Via Pisano e Viale Spolverini in Borgo Venezia e la ridefinizione del passaggio agli ex Tabacchi. La Variante di Via San Paolo prevede di mettere la pietra tombale sull’ipotesi di sottopasso pedonale, anche perché si sono accorti che “la reale strozzatura che condiziona l’affiancamento di qualsivoglia mezzo di tpl è più a ovest”. Per quanto riguarda il sottopasso di Città di Nimes si prescrive che la cantierizzazione dovrà essere tale da “comprimere tra due eventi fieristici Vinitaly le lavorazioni”.
Delusione per chi chiedeva una completa rivisitazione del mezzo (ad esempio come ha fatto Bologna): tutto quello che viene previsto in questo nuovo progetto è una piccola riduzione della parte elettrificata, sia per superare le criticità lungo il percorso, sia per garantire alle batteria tempi adeguati di ricaricamento. La novità vera sotto questo punto di vista è data dalla lunghezza dei mezzi che sarebbero da 18,75 metri e non più da 17,94, tuttavia non si fa alcun cenno alla questione della deroga ministeriale che si renderebbe in questo caso necessaria.
Per il momento i quartieri dovranno sorbirsi i cantieri ancora a lungo: il “ripiegamento” era previsto per il 16 novembre ma la “rimozione delle cantierizzazioni stradali” avverrebbe soltanto per il 31 agosto 2021. Poi: nuovo bando entro fine 2021; aggiudicazione entro luglio 2022; stipula del nuovo contratto entro ottobre 2022; inizio lavori il primo gennaio 2023; fine lavori il 15 aprile 2026 dopo 1.200 giorni. Tutto questo sempre che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti accetti la proposta, che l’Ati non la spunti in tribunale, e che Comune e Amt rispettino i tempi, ipotesi assai improbabile. Ma che importa, sono gatte da pelare per la prossima amministrazione. Ecco dunque il Piano B di Sboarina: stesso mezzo, stessi chilometri, ma 35 milioni di euro in più e altri 6 anni (se va bene…) di attesa













